Navigare al gran lasco con vento: quali vele usare

12 dicembre 2010 - autore

Nel mio precedente post sulla navigazione con vento portante, nell’ultima frase dicevo che con vento fresco (ipotizzavo 16 nodi di reale), per navigare in fil di ruota il gennaker non era una vela adatta, quindi si doveva ricorrere allo spi.

L’amico Renzo ha letto e mi ha inviato per email il suo pensiero, che pubblico volentieri qui di seguito (anche perchè, essendo io un crocierista puro, non posso che essere d’accordo con lui):

 

Siamo sicuri che lo spi sia la soluzione giusta al gran lasco con vento fresco?

Le polari del Dufour 39 di Renzo 

Il diagramma polare e la foto che ti invio sono la testimonianza di una buona giornata di navigazione al gran lasco, con il mio DUFOUR 39.

Vediamo due esempi (dati ricavati dal diagramma polare): More...


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Come navigare veloci a vela nelle andature portanti con poco vento

11 dicembre 2010 - autore

Rotta diretta vs. bordi Durante le crociere estive a vela, spesso capita di trovare condizioni anticicloniche in cui le brezze termiche sono piuttosto deboli. In pratica, ci troviamo a navigare con un forza 2 – forza 3. Questo vento è perfetto per le andature di bolina, in quanto ci consente di raggiungere quei 5-6 nodi di velocità che rendono piacevole la nostra navigazione, ma se abbiamo il vento al portante le cose cambiano radicalmente, e spesso siamo costretti ad accendere il motore per sopperire alle scarse prestazioni a vela che caratterizzano queste andature con poco vento.
Se  poi la nostra meta si trova proprio nella direzione verso cui spira il vento, allora siamo nella condizione peggiore. Se ci mettessimo in rotta col vento in poppa, infatti, la velocità sarebbe davvero bassa anche utilizzando un buon spi tangonato, e ben presto ci troveremmo costretti ad accendere il tanto detestato motore.

Allora cosa possiamo fare per andare più veloci? More...


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Coppa America 2010-Sempre di bolina a velocità pazzesche

14 febbraio 2010 - autore

Coppa America 2010 - BMW Oracle

Dopo la batosta subita da Alinghi nella prima regata, oggi mi sto guardando in streaming video la seconda regata. Alla prima gamba Alinghi è in vantaggio di circa 500 metri su BMW Oracle.
Questa Coppa America 2010 non mi sta entusiasmando. I catamarani hanno un po' snaturato questa competizione, secondo me.
Unica cosa interessante è osservare quanta ricerca, quanta tecnologia ci sia dietro a questi progetti. Sono davvero dei mostri tecnologici, ma questa è la Coppa America!
Questi multiscafi sono in grado di correre ad una velocità superiore fino a tre volte quella del vento.
Quando l'ho letto da qualche parte, qualche mese fa, non volevo crederci, ma ora sono davanti all'evidenza del fatti: con 6-7 nodi di reale raggiungono velocità intorno ai 17-18 nodi! More...


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Ma che bella vela il gennaker – Prova in mare

3 settembre 2009 - autore

Lady Blues col gennaker e pannello solare

La vera sorpresa positiva di queste ultime vacanze è stato il nuovo gennaker che ho regalato a Lady Blues la scorsa primavera.

Ho già scritto una serie di articoli sull’argomento gennaker, ma ora che ho provato bene questa vela per un mese intero vorrei fare un resoconto, sperando che sia utile a qualcuno.

Premetto che la vela non è proprio un gennaker “puro”, ma piuttosto una via di mezzo tra un gennaker ed un code zero, come potete forse vedere nella foto qui sopra

Potrei definirlo un gennaker magro, oppure un code zero un po’ più grasso, ecco.

Comunque in definitiva una vela molto versatile e divertente, che si usa tranquillamente dalla bolina fino al lasco. More...


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Navigare al lasco con vento forte

26 aprile 2009 - autore

Navigazione al lasco Il weekend scorso ero a Port Grimaud con degli amici conosciuti su  Facebook e stavamo cazzeggiando dopo pranzo davanti ai bicchieri ancora pieni di un vinello rosé  bello fresco.

Si parlava della regolazione delle vele nelle andature al lasco o poppa quando il vento soffia forte ed il mare è bello formato.

Io asserivo che in quelle condizioni sono solito utilizzare solo il fiocco, o genoa più o meno rollato. Insomma, preferisco issare soltanto la vela di prua, lasciando la randa ammainata perché in questo modo mi sento più sicuro.

Raccontavo della mia esperienza di navigazione con forte mistral da Porquerolles a Nizza: 40 nodi al lasco, con onde di 2,5-3 metri provenienti dalla stessa direzione del vento. In quella circostanza ad un certo punto, pur avendo solo un pezzettino di genoa (credo non più di 10 mq di tela), non mi sono accorto di un’onda particolarmente alta che sopraggiungeva e, non riuscendo a poggiare con sufficiente anticipo, ho straorzato girando la prua di quasi 180 gradi.

Un amico diceva che ciò non sarebbe successo se avessi avuto a riva anche la randa che, anche con due o tre mani di terzaroli, avrebbe equilibrato meglio la barca.

Io non sono d’accordo con questa affermazione, per una serie di motivi:

  1. La randa è una vela orziera. Questo è vero nelle andature strette, poiché sposta il centro velico a poppavia del centro di deriva, ma è ancor più vero nelle andature dal lasco alla poppa, in cui deve essere tenuta molto aperta e questo fa sì che il centro velico si sposti molto lateralmente rispetto all’asse della barca, generando una risultante di forze che tendono a farla ruotare verso il vento e di conseguenza a causare una straorzata con maggiore facilità
  2. Con vento dietro e mare formato il rollio della barca è molto forte. In questa situazione è facile che un’oscillazione laterale particolarmente accentuata possa mettere in acqua l’estremità del boma (varea), con delle possibili conseguenze negative (rottura del boma o della randa)
  3. Sempre a causa del forte rollio e della poca stabilità di rotta delle barche moderne a carena piatta a queste andature (diverso il caso per le vecchie signore a chiglia lunga), è piuttosto facile che si possa verificare una strambata involontaria, con conseguente passaggio a tutta velocità del boma e possibili danni a persone e strutture
  4. L’utilizzo della randa al lasco e con vento forte è comunque impegnativo e può essere addirittura pericoloso se l’equipaggio è inesperto. Avete provato a ridurre la randa al lasco con un ventaccio? Di bolina è quasi sempre possibile farlo in relativa sicurezza, ma col vento dietro non è facile come sembra! Provate ad orzare per cercare di sventare un po’ la randa e poi mi direte. E nemmeno fare una strambata è un giochetto da ragazzi quando il vento soffia a 40 nodi e oltre: se timoniere e randista non sono perfettamente coordinati si rischia di fare dei grossi danni.

Morale della favola: per quanto mi riguarda io continuerò a fare come ho sempre fatto, ammainando la randa e lasciando a riva soltanto il mio bel fiocco avvolgibile, che posso sempre ridurre in pochi secondi dal pozzetto ed in piena sicurezza.

Voi che ne pensate?


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Regolazione delle vele - Seconda parte

12 dicembre 2008 - autore

Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto alcuni concetti generali sulla regolazione delle vele. Ora vediamo come ottimizzare le regolazioni a seconda dell'intensità del vento.

 

Regolare le vele con vento molto debole

Quando il vento è debole, sotto i 5-6 nodi, diventa davvero molto importante procedere ad una regolazione accurata delle vele, in quanto anche una variazione di qualche decimo di nodo di velocità può fare la differenza.

Procedendo ad andature dalla bolina al traverso, prima di tutto bisognerà prendere velocità, per "crearsi del vento apparente".

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Regolazione delle vele

5 dicembre 2008 - autore

Avere delle vele perfettamente a segno significa non solo massimizzare la velocità della barca o la sua VMG, ma anche avere un miglior comfort in navigazione ed una maggior sicurezza con vento sostenuto.

L'obiettivo di questo articolo non è quello di fare un trattato di dinamica dei fluidi, né ha l'ambizione di insegnare l'arte della regolazione delle vele a chi fa regate, ma vuole semplicemente fornire alcune regole di base sperando che possano risultare utili a qualche diportista che voglia ottenere sempre il miglior rendimento dalla propria barca a vela in crociera.

 

Alcuni concetti di base

Una vela è un profilo alare e come tale obbedisce a tutte le leggi fisiche cui sono soggette anche le ali di un aeroplano.

Il rendimento di una vela è maggiore quando i filetti di aria scorrono su entrambe le sue superfici senza staccarsi da esse e senza creare turbolenze. In questo caso si dice che lo scorrimento dei filetti d'aria è laminare.

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