Rinforzate gli ormeggi in Liguria e Toscana!

4 novembre 2011 - autore

scirocco forza 8 liguria toscana

Nella notte tra sabato 5 novembre e domenica 6 novembre 2011 è previsto il picco della perturbazione che sta attraversando in queste ore il nord Italia, ed in particolare la Liguria e l’alta Toscana.

La foto qui sopra rappresenta la previsione dei venti di Lamma Toscana, che soffieranno da scirocco fino a forza 8 lungo tutto il Tirreno.

La situazione è critica poiché, a causa del fetch, si prevedono onde fino a 5-6 metri di altezza sulle coste della Liguria di ponente, come si può notare dalla carta dello stato del mare, sempre di Lamma Toscana, riportata qui di seguito: More...


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Come ancorare con vento forte

1 luglio 2011 - autore

Ancore appennellate

Effettuare un buon ancoraggio è il prerequisito fondamentale per evitare brutte sorprese e non trovarsi nei guai (anche seri) in caso di rinforzo del vento.

Ai nostri giorni è davvero difficile farsi cogliere impreparati da un peggioramento delle condizioni meteo, in quanto i bollettini meteo a 24-36 ore sono molto precisi, quindi la cosa migliore è cercare prontamente un porto o una rada riparata dal mare e preparare un ancoraggio a regola d’arte.

Io di solito utilizzo due ancore afforcate, come già avevo spiegato in un articolo precedente, ma mi sono reso conto che la maggior parte di voi preferisce appennellare.

Girovagando in internet nelle notti scorse, mi sono imbattuto in alcune letture interessanti che sconsigliano vivamente di appennellare due ancore, affermando che la tenuta globale della linea di ancoraggio non solo non migliora rispetto all’utilizzo di una sola ancora, ma in alcuni casi è addirittura peggiore. More...


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Come navigare veloci a vela nelle andature portanti con poco vento

11 dicembre 2010 - autore

Rotta diretta vs. bordi Durante le crociere estive a vela, spesso capita di trovare condizioni anticicloniche in cui le brezze termiche sono piuttosto deboli. In pratica, ci troviamo a navigare con un forza 2 – forza 3. Questo vento è perfetto per le andature di bolina, in quanto ci consente di raggiungere quei 5-6 nodi di velocità che rendono piacevole la nostra navigazione, ma se abbiamo il vento al portante le cose cambiano radicalmente, e spesso siamo costretti ad accendere il motore per sopperire alle scarse prestazioni a vela che caratterizzano queste andature con poco vento.
Se  poi la nostra meta si trova proprio nella direzione verso cui spira il vento, allora siamo nella condizione peggiore. Se ci mettessimo in rotta col vento in poppa, infatti, la velocità sarebbe davvero bassa anche utilizzando un buon spi tangonato, e ben presto ci troveremmo costretti ad accendere il tanto detestato motore.

Allora cosa possiamo fare per andare più veloci? More...


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Anche le carte venti Lamma nella pagina meteo per cellulare

15 giugno 2010 - autore

Carta dei venti Lamma

Visto che la mia pagina meteo per la nautica consultabile da cellulare sta riscuotendo un discreto interesse, ho deciso da oggi di rendere disponibili anche le carte dei venti della rete Lamma Toscana.

Come qualcuno di voi già sa, la pagina www.veleggiando.it/mobile è stata creata appositamente per cellulari, poiché visualizza soltanto le informazioni necessarie, eliminando tutti i testi inutili ed i banner pubblicitari. More...


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La tempesta tropicale Ului si abbatte sull’Australia

22 marzo 2010 - autore

Ciclone Ului in Australia

Un ciclone tropicale si è abbattuto dal 20 al 22 marzo 2010 sulle coste australiane del Queensland, provocando ingenti danni.

Come al solito sono andato a cercare in rete le immagini, le foto ed i video salienti della tempesta, per documentare alcuni dei problemi causati alle imbarcazioni.

La tempesta nel momento in cui ha raggiunto la costa e la Grande Barriera Corallina aveva fortunatamente perso gran parte della sua violenza, ma il vento ha comunque superato i 200 km/h.

In alcune zone sono caduti quasi 500 millimetri di pioggia in sole 24 ore. Pensate un po’ quanta dev’essere!

Quella sopra è la foto dell’imbarcazione a vela Anaconda II, un bellissimo ketch di 26 metri, che è stato scagliato contro gli scogli.

Qui sotto alcune altre foto della stessa barca: More...


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Foto della tempesta Xynthia

2 marzo 2010 - autore

Ecco a voi qualche foto spettacolare dei danni provocati da Xynthia: una delle tempeste più violente degli ultimi anni.

Chiaramente preannunciata nei giorni scorsi, la tempesta si è abbattuta con violenza nel corso dell’ultimo fine settimana di febbraio 2010, interessando prima Portogallo e Spagna, quindi Francia ed Europa del nord.

I venti hanno raggiunto gli 80 nodi (150 km/h) e sulle coste hanno fatto i danni maggiori.

Il bilancio è di oltre 50 morti, di cui la maggior parte in Francia, oltre a danni economici di molti milioni di euro.

Vi propongo alcune fotografie prese dal web More...


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Come calcolare vento reale e vento apparente

16 febbraio 2010 - autore

Vento Apparente e velocità barca Per studiare angoli ed intensità del vento in occasione delle regate dell’ultima edizione della Coppa America, ho rispolverato le mie conoscenze di trigonometria e mi sono fatto un foglio Excel per il calcolo dei parametri di vento reale e apparente in funzione della velocità.

In altre parole, inserendo la velocità della barca e la velocità e direzione del vento apparente, viene calcolata velocità e direzione del vento reale.

Analogamente, se si inserisce la velocità della barca e la velocità e direzione del vento reale, il risultato sarà la velocità e direzione del vento apparente.

Pensando che possa essere di utilità a qualcuno, ho pensato di tradurre tutto in linguaggio web e pubblicarlo in questa pagina.

Fatemi sapere come al solito.

Le velocità sono espresse in nodi, le direzioni in gradi. Il punto decimale è il carattere punto (“.”)

Inserisci questa pagina nei favoriti (Altrimenti premi Ctrl-D)

Velocità barca:
Velocità vento apparente:
Direzione vento apparente:

Velocità vento reale: 0
Direzione vento reale: 0 gradi

Velocità barca:
Velocità vento reale:
Direzione vento reale:

Velocità vento apparente: 0
Direzione vento apparente: 0 gradi


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Calcolare altezza delle onde in funzione del vento e del fetch

22 dicembre 2009 - autore

Clicca per andare al sito Girando per la rete mi sono imbattuto in questo simpatico gadget che serve per calcolare l’altezza ed il periodo delle onde sapendo la velocità del vento e la distanza dalla costa più vicina sopravvento (questa distanza viene chiamata fetch)

Lo potete utilizzare cliccando qui, ma attenzione: la velocità del vento deve essere inserita in metri/secondo e non in nodi. Per una semplice conversione da nodi a metri/secondo, è sufficiente dividere per due la velocità in nodi (esempio: 20 nodi sono circa 10 m/sec)

Il fetch deve essere espresso in chilometri.

Buon divertimento


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Sicurezza in mare prima di tutto

8 ottobre 2009 - autore

Lady Blues in navigazione Qualche giorno fa mi ha scritto un lettore del blog dicendomi che secondo lui io sono uno che porta la barca al limite e che sono un po’ spericolato.

Probabilmente si è fatto quest’idea guardando i miei video su Youtube.

Lì per lì mi è venuto da sorridere, forse anche un po’ compiaciuto di questa idea che do a chi non mi conosce. Poi però ci ho pensato bene: io non sono affatto spericolato. Anzi, ritengo di essere molto prudente.

In effetti non ho mai corso alcun rischio in barca. Non mi sono nemmeno mai vergognato di essere tornato indietro in un paio di occasioni, vedendo che le condizioni del mare peggioravano inaspettatamente.

Può essere considerato spericolato uno che non esce mai senza prima aver ascoltato un bollettino meteo? Che addirittura si è costruito una pagina internet apposta con il bollettino di meteofrance e le carte dei venti di Windfinder, consultabile da cellulare ovunque ci si trovi (a patto di avere copertura GSM, ovviamente). Uno che nelle navigazioni notturne indossa e fa sempre indossare le cinture di sicurezza, indipendentemente dalle condizioni meteo, uno che a 18 nodi già riduce le vele.

Insomma, non mi piace proprio sfidare gli elementi e rischiare di mettere in pericolo la mia barca ed il mio equipaggio.

Certo, lo ammetto, mi piace navigare a vela e non sono uno di quelli che con 6 nodi di vento non esce perché c’è troppo poco vento e con 15 non esce perché ce n’è troppo.

Per me il divertimento comincia proprio dai 12-15 nodi e continua almeno fino ai 25. Oltre… dipende dallo stato del mare.

Perché penso che non sia tanto il vento quello che può dar problemi in navigazione, quanto il mare grosso.

Il vento di per sé è quasi sempre gestibile: basta ridurre la tela e vai tranquillo dove vuoi e con molto divertimento.

Mi son fatto fare la terza mano alla randa proprio per questo, perché preferisco al limite non avere il gennaker o lo spi, ma avere la possibilità di ridurre la velatura a sufficienza quando il vento sale.

Ho acquistato un fiocco proprio per navigare meglio, specialmente di bolina, quando il vento supera i 15 nodi. E vi assicuro che la differenza rispetto ad un genoa parzialmente avvolto è incredibile. Provare per credere.

Insomma, secondo me un conto è l’essere spericolati, un altro è amare la navigazione a vela e le emozioni che riesce a darti. E anche se ogni tanto senti un po’ di adrenalina che scorre nelle vene… beh, anche questo fa parte del gioco, no? A me la vela ha insegnato anche a vincere o quantomeno a controllare le mie piccole paure.

E se a qualcuno ho dato impressione di essere spericolato, mi spiace davvero.

Buon vento!


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Come funziona un timone a vento

20 maggio 2009 - autore

Come tutti sappiamo, un pilota automatico è molto utile in barca.

Quasi tutti i piloti automatici elettrici fabbricati di recente possono essere impostati per mantenere costante la rotta (gradi bussola) oppure l’angolo rispetto al vento.

Quest’ultima opzione naturalmente è molto utile quando si naviga a vela, perché non costringe ad effettuare una continua regolazione delle vele.

Ma nelle lunghe navigazioni a vela, spesso il pilota automatico elettrico è una fonte di consumo energetico importante. Ed ecco quindi che diventa interessante, per risparmiare le batterie, utilizzare un timone a vento di tipo meccanico.

Il timone a vento è un congegno veramente geniale, che viene applicato al timone principale della barca e, una volta ben regolato, è in grado di applicare a questo una correzione al variare della direzione del vento, in modo da mantenere la rotta della nostra barca costante rispetto alla direzione del vento. More...


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Navigare al lasco con vento forte

26 aprile 2009 - autore

Navigazione al lasco Il weekend scorso ero a Port Grimaud con degli amici conosciuti su  Facebook e stavamo cazzeggiando dopo pranzo davanti ai bicchieri ancora pieni di un vinello rosé  bello fresco.

Si parlava della regolazione delle vele nelle andature al lasco o poppa quando il vento soffia forte ed il mare è bello formato.

Io asserivo che in quelle condizioni sono solito utilizzare solo il fiocco, o genoa più o meno rollato. Insomma, preferisco issare soltanto la vela di prua, lasciando la randa ammainata perché in questo modo mi sento più sicuro.

Raccontavo della mia esperienza di navigazione con forte mistral da Porquerolles a Nizza: 40 nodi al lasco, con onde di 2,5-3 metri provenienti dalla stessa direzione del vento. In quella circostanza ad un certo punto, pur avendo solo un pezzettino di genoa (credo non più di 10 mq di tela), non mi sono accorto di un’onda particolarmente alta che sopraggiungeva e, non riuscendo a poggiare con sufficiente anticipo, ho straorzato girando la prua di quasi 180 gradi.

Un amico diceva che ciò non sarebbe successo se avessi avuto a riva anche la randa che, anche con due o tre mani di terzaroli, avrebbe equilibrato meglio la barca.

Io non sono d’accordo con questa affermazione, per una serie di motivi:

  1. La randa è una vela orziera. Questo è vero nelle andature strette, poiché sposta il centro velico a poppavia del centro di deriva, ma è ancor più vero nelle andature dal lasco alla poppa, in cui deve essere tenuta molto aperta e questo fa sì che il centro velico si sposti molto lateralmente rispetto all’asse della barca, generando una risultante di forze che tendono a farla ruotare verso il vento e di conseguenza a causare una straorzata con maggiore facilità
  2. Con vento dietro e mare formato il rollio della barca è molto forte. In questa situazione è facile che un’oscillazione laterale particolarmente accentuata possa mettere in acqua l’estremità del boma (varea), con delle possibili conseguenze negative (rottura del boma o della randa)
  3. Sempre a causa del forte rollio e della poca stabilità di rotta delle barche moderne a carena piatta a queste andature (diverso il caso per le vecchie signore a chiglia lunga), è piuttosto facile che si possa verificare una strambata involontaria, con conseguente passaggio a tutta velocità del boma e possibili danni a persone e strutture
  4. L’utilizzo della randa al lasco e con vento forte è comunque impegnativo e può essere addirittura pericoloso se l’equipaggio è inesperto. Avete provato a ridurre la randa al lasco con un ventaccio? Di bolina è quasi sempre possibile farlo in relativa sicurezza, ma col vento dietro non è facile come sembra! Provate ad orzare per cercare di sventare un po’ la randa e poi mi direte. E nemmeno fare una strambata è un giochetto da ragazzi quando il vento soffia a 40 nodi e oltre: se timoniere e randista non sono perfettamente coordinati si rischia di fare dei grossi danni.

Morale della favola: per quanto mi riguarda io continuerò a fare come ho sempre fatto, ammainando la randa e lasciando a riva soltanto il mio bel fiocco avvolgibile, che posso sempre ridurre in pochi secondi dal pozzetto ed in piena sicurezza.

Voi che ne pensate?


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Tempesta alla BT Global Challenge del 2000

23 marzo 2009 - autore

Vi propongo questo video di youtube nel quale sono stati montati alcune immagini spettacolari di navigazione nel mare in tempesta, tratti dalla regata intorno al mondo “BT Global Challenge” del 2000.

Solo a vederlo mi sento una scarica di adrenalina nel sangue!

Grazie all’amico Stefano per la segnalazione. Buona visione.

 


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La Vendee Globe miete le prime vittime

16 dicembre 2008 - autore

Fatevi un giro sul sito della Vendee Globe, che incomincia a mietere vittime.

Nella foto sopra potete vedere Stamm che è spiaggiato alle isole Kerguelen (consiglio un tour su Wikipedia per farvi un'idea di cosa sono e dove sono le Kerguelen)

Gli altri della flotta vanno avanti a manetta in un mare con 40 nodi di vento, onde di 4/8 metri, acqua a 2 gradi, icebergs a vista, 20 nodi di media giorno e notte. Su Roxy c'è una fortissima ragazza, Samatha Davies che si tiene l'11° posto.

Guardate i video direttamente dal sito della Vendee Globe


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Afforcare o appennellare?

8 settembre 2008 - autore

afforcare

Quando siamo all'ancora in rada ed il vento rinforza oltre un certo limite, c'è solo una cosa che possiamo fare per dormire tranquilli: rinforzare l'ancoraggio.

Non c'è altro da fare: bisogna proprio armarsi di pazienza e svuotare il gavone per riuscire a raggiungere l'ancora di rispetto che, naturalmente, è sempre sotto a tutto il resto.

Una volta che abbiamo recuperato la seconda ancora, la catena e la cima, cosa ci facciamo? Beh, le tecniche più utilizzate sono due: l'appennellamento e l'afforco. More...


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Bollettini Meteo e Carte dei Venti sul Cellulare

18 maggio 2008 - autore

Avere accesso ad informazioni meteorologiche aggiornate ed affidabili è da sempre uno dei problemi più sentiti da chi va per mare.

Fino a pochi anni fa l'unico modo per avere accesso a queste informazioni era costituito dalla nostra radio di bordo: i bollettini ancor oggi (per fortuna!) vengono trasmessi con regolarità sui canali del VHF.

Per le coste italiane, il canale 68 diffonde il bollettino MeteoMar, mentre per le coste francesi i bollettini di MeteoFrance sono trasmessi 24 ore su 24 sui canali 23, 24 e 25 da Monaco Radio. More...


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