Code zero: il piacere di andare a vela

25 aprile 2009 - autore

Click per l'immagine in alta risoluzione E’ giunto il momento di raccontarvi le mie impressioni dopo avere utilizzato per qualche uscita la mia nuova vela.

Come alcuni di voi già sapranno, si tratta di un code 0. O forse un drifter, non so esattamente la differenza tra queste due vele. Da quanto ho capito sono molto simili.

Si tratta comunque di una vela in nylon da 65 grammi/mq, con taglio triradiale e più magra  rispetto ad un gennaker.

Si avvolge su un immagazzinatore (detto anche  frullino – nell’immagine qui sotto potete vederne un particolare) che rende l’inferitura autoportante ed è molto comodo da utilizzare, in quanto rende l’utilizzo della vela molto semplice anche con equipaggio ridotto ed inesperto. L'immagazzinatore è murato su un piccolo bompresso. Qui potete vedere come è stato realizzato.

Particolare dell'avvolgitore FacnorProprio in virtù del suo taglio e del fatto di essere praticamente una vela strallata, risulta all’atto pratico una vela molto versatile, in quanto può essere utilizzata con angoli al vento compresi tra 60 e 130 gradi. Oltre i 120 gradi è meglio tangonarla, oppure ammainare la randa in modo da non sventarla.

Riesce a stringere il vento anche fino a 45-50 gradi, anche se a queste andature non rende come dovrebbe ed inoltre rifiuta molto sulla randa, che quindi perde in efficienza perché deve essere cazzata troppo per non farla fileggiare. Proprio per questo motivo, ho constatato che nelle andature molto strette è meglio evitare di cazzare troppo il code zero. Non cercate quindi di metterlo a segno in modo che i tell tails siano perfettamente orizzontali. Lasciandolo più lasco, infatti, si guadagna in velocità, anche se il bordo d’attacco fileggia un po’.

Clic per l'immagine in alta risoluzione

L’ho usata con venti apparenti fino a 15 nodi con molta soddisfazione, ma è proprio quando il vento reale è sui 4-8 nodi che la differenza tra l’averla e il non averla si fa maggiormente sentire.

La mia sensazione è che in questo range di vento questa vela mi faccia guadagnare da mezzo nodo fino ad almeno un nodo di velocità rispetto all’accoppiata randa+genoa. Questo è particolarmente vero con angoli al vento compresi tra 80 e 110 gradi.

E’ proprio in questa situazione infatti che la vela ha il maggior rendimento. In queste andature l’incremento di velocità riesce a creare un discreto vento apparente.

Con 6 nodi di reale (circa 8 di apparente) e mare calmo, la mia barca riesce a raggiungere una velocità di 4.5 nodi, cosa impensabile con randa e genoa.

In sintesi, è una vela che ti salva la vacanza. Sì, perché in estate è facile trovare brezzoline da forza 2, e se riesci a fare 4 nodi, magari finisce anche che invece di accendere il motore ti godi la veleggiata, no?

Se solo l’avessi scoperta prima…


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Comments

Bellissima vela il code 0, complimenti! ma le foto sono di Lady Blues?!

sonia   aprile 25. 2009 12:31

Ciao. No, quella è la barca di un mio amico. La vela è identica alla mia, solo che la mia avrà anche una fascia rossa. Dico "avrà" perché, come sai, me la sta rifacendo. La consegna è prevista per il 1 maggio

Roberto Minoia   aprile 25. 2009 16:09

ciao, vorrei saperne di più sul tuo code zero
chi ti ha realizzato l'insieme vela- bompressino?
Ti è costato assai?
potrei venire a vederlo?
Pietro

pietro pirelli   giugno 2. 2009 11:24

Ciao Pietro.
Me l'ha realizzato un velaio Vicino a Nizza (la barca è in Francia)
Leggi l'altro mio articolo qui:
blog.veleggiando.it/.../...ker-per-Lady-Blues.aspx
Se passi da queste parti vieni pure a vederlo: per me non c'è problema.
Tra l'altro ho scattato proprio oggi delle foto per un articolo sul Giornale della Vela, in cui si vedrà molto bene come è realizzato il tutto.
Ciao

Roberto Minoia   giugno 2. 2009 12:02

la mia barca è un canados 33 con un genova rollabile al 105%, l'ho dotata da un mese di un code zero montato con un "fruullino", finalmente con 6 nodi di apparente riesco a fare 4 - 4,5 nodi, ovviamente di bolina larga

Giovanni di "Tangaroa"   luglio 13. 2010 16:23

Il servizio di cui parlavo qui sopra è proprio uscito sul numero di luglio 2010 del Giornale Della Vela

Roberto   luglio 13. 2010 18:15

Buon sito e buon vento a tutti

ANDREA   agosto 28. 2010 16:30

mi sono ritrovato questa vela per caso nella dotazione del mi micropomo quando lo ho comprato, e devo dire che anche per mè e stat auna autentica rivelazione.

molto piu gestibile di uno spi
molto piu performante in termini genrali e sinceramente sempliccissima da mettere a segno appena comprese le due 'malizie di cui accennavi'

a volte la tentazione e di esagerare troppo ad usarla e il rischio di romperla conventi medi e sempr ein agguato ma dipende anche dal tipo di grammatura del tessuto, la mia aveva una grammatura molto leggera che vcon venti deboli faceva una differenza notevole anch eperche lo spi con vento molto debole cade e si affloscia, mentre invece il drifter o il code zero restistono in 'forma ancheun alito di vento a patto che si sbandi la barca ocn il peso dell'equi paggio...

maurizio vallebona   agosto 25. 2011 16:04

Ciao Roberto,
Si avvolge in unonstralletto inferito nella vela stessa o sullo strallo tessile del ''frullino''?

sergio   maggio 26. 2014 10:22

Ciao Sergio, quella vela era dotata di uno strallo autoportante in tessile, cucito direttamente nell'inferitura della vela.
Il gennaker che ho adesso, invece (Rollgen Bamar), non essendo inferito utilizza un sistema diverso, in cui lo strallo in tessile è parte dell'avvolgitore.
Guarda qui:
blog.veleggiando.it/.../...-del-Rollgen-Bamar.aspx

Roberto Minoia   maggio 26. 2014 10:28

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