Come vincere una regata con il pilota automatico

10 giugno 2010 - autore

Ricevo dall’amico G. Marco Morello e pubblico volentieri

Il GS 40 in regata A qualche settimana dalla data della regata eravamo in 12 in lista per 8 posti. Per accontentare quasi tutti si poteva arrivare a 9 un po' scomodi. Poi, come quasi sempre succede, siamo diventati forse 8 e il mattino della partenza da Torino si era solo in 6. Avevamo iscritto la nostra Sanira (un Grand Soleil 40 del 2003) con buon anticipo alla regata dei cetacei act 3, quella per intenderci che consiste in una gara d'altura in notturna di circa 55 miglia che va da Viareggio a Capraia. Già da sette anni il circolo Velamare di Viareggio la organizza con grande maestria per il terzo venerdì di maggio.
Qualche giorno prima della partenza, come di consueto, seguiamo con attenzione i vari siti di previsioni meteo (in particolare, per la zona, vi consigliamo il LAMMA) per elaborare una bozza di strategia nella scelta delle vele e del percorso. Fino al giorno della partenza la maggior parte delle previsioni davano vento tra i 5 e 15 nodi proveniente da NO o da NE.
Tutti gli equipaggi di questa regata hanno il solito dubbio se lasciare la Gorgona a dritta o a sinistra.
Considerando il vento previsto, si poteva benissimo ipotizzare una rotta ideale per circa 200° con vento al lasco-gran lasco e quindi l'uso dello spi. Peccato che essendo in 6 con vario grado di esperienza abbiamo optato per un gennaker di circa 95 mq armato purtroppo senza bompresso ma sicuramente più facile da manovrare. Al momento della partenza la maggior parte delle imbarcazioni avevano il tangone pronto per dare spi. Il vento, invece, era diverso da quello previsto e proveniva piuttosto da O-NO di scarsa entità (circa 4 nodi) e le barche erano di bolina larga. Chiaro quindi che poco dopo la partenza quasi nessuno ha issato lo spi. Noi invece, appena liberi dai rifiuti di altre barche e in quinta o sesta posizione, abbiamo aperto il nostro grande gennaker, ammainato il genoa e inserito l'auto-pilota sulla rotta ideale per la Capraia. Sicuramente non era una scelta abituale usare tale vela di bolina larga. Tuttavia, ci siamo accorti subito che sembrava una buona soluzione. Infatti, mentre si facevano i panini e si beveva allegramente, stavamo recuperando sulle barche di testa.

Incredibile! Ci sono stati momenti in cui con 6.4 nodi di vento il GPS indicava la stessa velocità della barca (SOG). Non avevamo mai visto la nostra barca avere delle prestazioni cosi! Per buona parte della nottata il vento ha oscillato fra i 4 e gli 8 nodi rimanendo fra la bolina larga e il traverso. Quando oscillava verso il lasco, si perdeva velocità e le altre barche sembravano più veloci. Dopo la mezzanotte è stato necessario gestire le vele con più frequenza ma comunque nessuno di noi è mai stato alla ruota del timone. Appena il vento saliva oltre i 9.5 nodi il gennaker non rendeva più tendendo a sbandare la barca più che a spingerla. Prontamente quindi lo si chiudeva nella calza e lo si ammainava per issare il genoa. Dopo un paio di manovre di questo tipo il vento si è stabilizzato sia come direzione (bolina larga) che come intensità (5-8 nodi) ma la cosa che ci sorprese maggiormente è che non si vedevano più luci di altre barche a prua. Nessuno di noi poteva credere che fossimo davanti a tutti. Delle 39 imbarcazioni presenti al via ce n'erano di più performanti e più lunghe della nostra.

Ecco che all'arrivo delle prime luci dell'alba si vedeva con chiarezza la nostra meta e, al momento del segnale del traguardo comunicatoci via radio dalla giuria, increduli non si scorgeva altra barca nei paraggi. Abbiamo vinto in over all? Sembrava così ma, per scaramanzia, non abbiamo esultato piú di tanto decidendo di aspettare la classifica ufficiale. Abbiamo finalmente disinserito la "scimmia" ovvero il nostro fidato auto-pilota, ammainato il gennaker, la randa e atteso il momento per poter entare in porto. La premiazione era prevista per il dopo cena e quindi tutta la giornata è stata impiegata per un meritato riposo e un po' di manutenzione ordinaria (pulizia e ingrassagio winches, cambio fitri gasolio, ecc.). Ma all'ora di cena le prime certezze. Una signora dell'organizzazione ci chiede qual'è stato il segreto della nostra vittoria. In effetti è andata proprio così 55 miglia con poco vento alla media di 5,7 nodi ovvero in 9 ore e 51 minuti con un vantaggio di 24 minuti sui secondi (la barca favorita) il che significa primi in over-all e primi nella nostra classe! Un risultato così bello non era proprio nelle nostre previsioni e la gioia è stata ancora più grande. Il miglior piazzamento di sempre di Sanira in una regata d'altura! Un sentito e fraterno ringraziamento a tutto l'equipaggio: Paolo, Guido R., Marco P., Guido A., Julian e la scimmia (un Spx10/ST6002 Raymarine).

G.Marco Morello


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Comments

sono tutto il gg sul tuo blog...tempo brutto, logistica sbagliata quindi non potevo altro che questo lunedi cazeggiare Smile complimenti succesa la stessa cosa una domenica mattina quando da 9 in equipaggio ci siamo trovati in 2 a portare un salona 45 in regatta... il pilota automatico ne sa troppo Smile

Aurel Bratu   giugno 23. 2014 16:57

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