Ma che bella vela il gennaker – Prova in mare

3 settembre 2009 - autore

Lady Blues col gennaker e pannello solare

La vera sorpresa positiva di queste ultime vacanze è stato il nuovo gennaker che ho regalato a Lady Blues la scorsa primavera.

Ho già scritto una serie di articoli sull’argomento gennaker, ma ora che ho provato bene questa vela per un mese intero vorrei fare un resoconto, sperando che sia utile a qualcuno.

Premetto che la vela non è proprio un gennaker “puro”, ma piuttosto una via di mezzo tra un gennaker ed un code zero, come potete forse vedere nella foto qui sopra

Potrei definirlo un gennaker magro, oppure un code zero un po’ più grasso, ecco.

Comunque in definitiva una vela molto versatile e divertente, che si usa tranquillamente dalla bolina fino al lasco.

Andature:

Gennaker a farfallaIl limite per la bolina si colloca intorno ai 45-50 gradi dal vento apparente. Oltre questo angolo la vela di per sé tiene ancora, ma rifiuta molto sulla randa, che quindi non porta più e diventa penalizzante (meglio il genoa, a questo punto)

Il limite nelle andature portanti si colloca invece verso i 130 gradi (sempre rispetto al vento apparente, ovviamente). Oltre questo limite la randa sventa la vela di prua che quindi sbatte.

Invece può essere usata convenientemente in poppa piena, con vele a farfalla.

Se l’andatura è al gran lasco, alcune volte ho visto che conviene ammainare la randa e lasciare aperto solo il gennaker, che avendo più superficie della randa ed essendo più leggero, ha un rendimento maggiore. Se abbiamo un tangone a bordo, a questo punto conviene tangonarlo: molto meglio.

Prestazioni:

Come accennato in precedenza, le mie prime impressioni avute nel corso dei weekend al mare sono state pienamente confermate nell’utilizzo crocieristico delle vacanze in Corsica e Sardegna.

Sono a dir poco entusiasta di questa vela, in quanto nelle condizioni ottimali di vento,  mare ed andatura, riesce a regalarmi velocità superiori di oltre un nodo rispetto alla classica accoppiata randa/genoa.

Tanto che, se dovessi comprare la barca oggi preferirei avere, invece del genoa, un bel fiocco tagliato bene per i venti dai 12-13 nodi in su ed un bel gennaker murato su bompresso con immagazzinatore. Diciamo una specie di armo a cutter… (a me i cutter piacciono da morire).

Ho fatto alcune prove per cercare di valutare l'effettiva prestazione della vela.

Con un vento reale di 8 nodi al traverso, la mia barca è riuscita a fare 6 nodi di velocità, con un vento apparente di circa 10 nodi a 60 gradi dalla prua.

Beh, lo so che ci sono barche che fanno meglio anche senza il gennaker, ma vi ricordo che stiamo parlando del mio Bavaria 32, mica di una barca da regata!

In quelle condizioni di vento con il genoa al posto del gennaker ne avrei fatti al massimo 5 di nodi, non certo 6.

Il meccanismo interessante che sta dietro a questo incremento di velocità risiede nel fatto che questa vela, complice la sua superficie, ha la capacità di “crearsi” un bel vento apparente, che se da una parte ci farà perdere in angolo di risalita al vento, dall’altra ci regalerà un considerevole aumento di velocità.

Per ottenere la massima prestazione, bisogna quindi partire di bolina, diciamo sui 50-60 gradi circa. Con l’aumentare della velocità dell’imbarcazione, il vento apparente aumenterà di conseguenza. A questo punto bisogna progressivamente poggiare per mantenere costante l’angolo al vento (capito perché, vero?) fino a che avremo raggiunto la velocità “target”, che è la massima velocità ottenibile dalla nostra barca a quell’andatura per quell’intensità di vento.

Al lasco invece dobbiamo approfittare soprattutto del fatto che il vento apparente ha sempre un angolo inferiore rispetto alla nostra direzione, se comparato con il vento reale. Anche in questo caso sarà quindi conveniente orzare di 10-20 gradi fino ad accelerare, quindi poggiare per riprendere la rotta (ma con la velocità acquisita ora il vento apparente sarà aumentato) Non appena la velocità sarà di nuovo scesa, bisognerà orzare di nuovo per poi poggiare… e via così, procedendo con una sorta di andatura a zigzag che ci farà sicuramente guadagnare in VMG.

Utilizzo:

Premesso che la mia vela è realizzata in nylon 65 g/mq con taglio triradiale, posso dirvi che l’ho usata di bolina con un vento apparente fino a 13-14 nodi. Oltre questa intensità di vento nelle andature strette diventa impegnativo evitare la straorza ed inoltre il nylon si può stirare o, peggio, si possono verificare rotture alla vela. Ed inoltre, strano a dirsi, a questo punto se tolgo il gennaker e passo al fiocco perdo davvero poco in velocità, ma in compenso guadagno molto in angolo al vento.

Al lasco invece l’ho portata fino a 16-17 nodi in piena tranquillità: al massimo sotto raffica è sufficiente poggiare un po’ fino a riportare il vento entro il limite di sicurezza.

Se la vela è dotata di un immagazzinatore (il mio è l’ottimo Facnor FX-1500), l’utilizzo in crociera è veramente semplice e quasi pari all’utilizzo di un genoa su rollafiocco. Dico quasi perché in verità bisogna solo stare un po’ attenti ad avvolgere perfettamente la vela, in modo che la parte centrale sia ben stretta intorno allo strallo. In caso contrario le raffiche di vento potranno srotolarne una parte, con conseguenti possibili rotture. A me è successo una volta, in seguito ad un’improvvisa raffica a 25 nodi (e gennaker fortunatamente già arrotolato). Ho dovuto ammainare la vela velocemente per evitare dei danni. Per fortuna che anche questa operazione è molto semplice.

Comunque dopo qualche giorno d’esperienza si impara a dare la giusta tensione alla scotta durante l’operazione di avvolgimento. Dopo che la vela è stata completamente avvolta, consiglio di fissare la scotta e dare ancora qualche giro all’arrotolatore, in modo da serrare le spire della vela intorno allo stesso.

Tutte le operazioni possono essere comunque svolte da una sola persona in tutta tranquillità.


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Comments

Mi hai confermato l'idea che mi sono fatto sull'utilizzo del Jennaker che se pur differente sicuramente vorrò avere sulla mia barca mentre per lo Spi credo che potrò farne a meno.
ciao
gabriele

gabriele   settembre 3. 2009 22:56

Non posso che confermare quanto scritto da Roberto. Dopo la prima estate sul mio Bavaria 37 ho venduto il genoa e acquistato un gennaker e un fiocco. Soprattutto con i venti e le raffiche dell'arcipelago La Maddalena, la mia barca andava spesso di straorza. Il fiocco dà molto più equilibrio, stringe meglio il vento e, se ridotto, mantiene un'assetto migliore rispetto al genoa avvolto. Nel mio caso, navigando spesso solo o con un equipaggio alle prime armi, ho adottato quello avvolgibile. Avevo anche inserito le prime impressioni sul sito giro-di-vento.blogspot.com/.../...ova-in-mare.html

Luigi - Giro Di Vento   settembre 12. 2009 07:25

Confermo in pieno, ma forse per chi già possiede un bel gennaker, un'altra vela eccezionale è il drifter armato su bompresso con "frullone". Io l'ho utilizzato su un 40 piedi di un amico con grande soddisfazione, soprattutto di bolina sotto 10 nodi e al traverso. Era in pentex, per resistere meglio ad eventuali "stirature" ed a raffiche di vento troppo forti... Ciao e buon vento a tutti.

Simone   ottobre 7. 2009 00:48

vorrei sapere se per un 37 piedi va bene anche il frullino della facnor FX 1500 e se si c'è nessuno che sappia quanto costa e dove ordinarlo? Grazie

Angelo   settembre 1. 2010 15:14

l'FX 1500 se non ricordo male l'avevo pagato circa 800 euro a maggio 2009
Me l'ha venduto direttamente il velaio che mi ha confezionato la vela.
Ciao

Roberto   settembre 1. 2010 15:24

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