Non ancorare mai sottovento a uno yacht a motore

4 luglio 2010 - autore

Lo yacht che ci è venuto addosso

Mai ancorare sottovento ad una barca a motore... se il vento soffia a più di 12 nodi. Questo è un consiglio da tenere bene a mente.

Questi riccastri che viaggiano su yacht da qualche milione di euro, il più delle volte si comprano la patente nautica e quindi non sanno assolutamente che per fare un buon ancoraggio bisogna filare tanta catena. Minimo 3 volte la profondità, recitano i sacri testi. Ma se ci sono 15 nodi, anche un po' di più non guasta. Già hanno le catene di un diametro ridicolo e le ancore mignon, se poi con 5 metri di fondo danno 7 metri di calumo, stai sicuro che l'ancora ara!

Ed infatti è capitato così, oggi pomeriggio alle 17 qui alle isole di Lerins.

Ero appisolato in pozzetto, quando... SDARADANG!!!!... Un rumore di ferraglia ed uno strattone violento mi svegliano all'improvviso. Questa barca di 64 piedi nella foto sopra (battente bandiera del Principato di Monaco!!!) arava e mi stava venendo addosso. Quello se ne è accorto all'ultimo momento, ha acceso il motore, ma siccome era ormai trppo vicino alla mia prua (e la mia catena era tesa perchè soffiavano 15-18 nodi), una delle sue eliche ha preso la mia catena e se l'è avvolta intorno. Tanto bene che nemmeno dopo quasi due ore di immersione con le bombole siamo riusciti a scioglierla.

Momenti di panico, perchè le due barche avvinghiate scadevano lentamente ma inesorabilmente verso altre barce sottovento e quindi verso riva... Ad un certo punto ho deciso di non rischiare ulteriormente: ho filato tutti i 50 metri di catena attaccando un parabordo all'estremità, liberando la barca da quella situazione pericolosa.

Nemmeno l'aiuto di due marinai inglesi di uno yacht vicino è servito a liberare la catena dall'albero della barca a motore. E meno male che avevo a bordo tutta l'attrezzatura per le immersioni!

Morale: i 50 metri della mia catena inox (circa 1.000 euro di valore, cazzarola!!!) sono ancora arrotolati attorno all'elica dello yacht. L'ancora per fortuna è stata recuperata e l'armatore provvederà a farmi pervenire la mia catena la settimana prossima, dopo che il cantiere l'avrà recuperata (speriamo che non si sia rovinata).

Ora sono all'ancora senza catena, solo con una cima del 12 (sottodimensionata: per Aonami ci vorrebbe un 16). Speriamo di non avere problemi questa notte...

Bye bye

Aggiornamento: Per fortuna che l'armatore si è rivelato essere una persona onesta e corretta!


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Comments

Queste sono le cose che in un attimo possono far svanire il relax guadagnato nei giorni di ferie... Brutta avventura, menomale che non ci sono stati danni ad Aonami!
Purtroppo ormai sono pochi quelli che sanno fare un ancoraggio a regola d'arte....

Nic   luglio 4. 2010 20:40

ieri ho letto di questa brutta avventura, e non sono riuscita a lasciarti un commento di sostegno morale... stanotte come è andata?

anche a noi è capitato spesso di avere a che fare con questi arroganti incapaci, la cosa preoccupante è che aumentano a vista d'occhio...

Valeria   luglio 5. 2010 12:30

Grazie per il supporto, Valeria.
La notte è passata senza problemi, a parte il fatto che ho dormito con un occhio solo... Smile
Il proprietario dello yacht sembra comunque una persona corretta. Speriamo di non dovermi smentire.
Vi saprò dire

Roberto   luglio 5. 2010 13:07

Ciao!Complimenti per il tuo blog,l'ho appena scoperto e mi sono un pò immersa nei tuoi racconti!Io sono appena sbarcata da un m/y 75 piedi ma non so se rifarei un'esperienza simile!Anche io ho passato un pò di avventure per colpa di chi ha la patente nautica ma non sa molto sulla navigazione!Ritornerò alla vita in nave senza nulla togliere ai m/y!la barca a vela mi suscita molta curiosità!Sono stata ospite una settimana su una barca a vela 18 mt ed è stato sopra le aspettative.Fin ora avevo paura,la ritenevo meno sicura ma ho scoperto k è proprio il contrario!Ho letto dell'offerta di lavoro del tuo amico del blog!Io sono una hostess,k dispiacere k l'ho letto ora!
Buona navigazione!

Alina   luglio 9. 2010 11:36

Ciao Alina. Grazie per i complimenti.
In effetti credo che una barca a vela, a parità di dimensioni, sia decisamente più sicura di un motoryacht e sicuramente tiene molto meglio il mare.
Ma comunque è una filosofia completamente diversa. Le due esperienze non sono confrontabili... Smile
Ciao e torna a leggermi ogni tanto

Roberto   luglio 9. 2010 11:52

Leggo solo ora della tua disavventura...peccato che il mare sia pieno di incompetenti e incoscienti...anche a noi la scorsa estate è successa una cosa simile ma di notte e le barche che ci sono venute addosso erano 2 con 30 nodi di bora che poi sono diventati 40!!! fortuna che la nostra cqr ci ha tenuti incredibilmente piantati nel fango nonostante tutto e che il tender di una delle due barche si sia messo tra noi e la loro plancetta di poppa altrimenti avremmo avuto una bella falla sulla murata!!!
momenti di adrenalina pura per colpa di persone superficiali!!! meno male che tu eri a bordo...

sonia   luglio 12. 2010 15:04

Sonia, per fortuna che ho incontrato una persona per bene...
Mi ha recapitato proprio oggi la catena nuova.
Ora rimane solo il tangone (in carbonio) che nell'urto si è scheggiato.
Sto facendomi fare un preventivo...

Roberto   luglio 12. 2010 15:08

ed io che leggo solo adesso?
meno male che per questi riccastri 50 metri di catena sono una bazzecola.. però essere presi al guinzaglio da un bestione come quello... GASP!! Frown)

davide   agosto 3. 2010 16:06

Sabato 25 Agosto, Ponza.... il 64 piedi del principato di Monaco ha colpito ancora... stesso SDRANG, stessa dinamica, ma non la stessa onestà e disponibilità.
Mi son dovuta liberare la catena e ho impiegato tutto il pomeriggio, Mr. Yacht, pare non sappia andare sott'acqua, il figlio ci ha osservato dal pozzetto, con aria di sufficienza, passeggiava... Finalmente, quando ho detto DONE, WE GOT IT, mi ha fatto un cenno, io pensavo una specie di saluto, un poco alla regina d'Inghilterra ed invece stava dicendomi di allontanarmi. Ha acceso i motori, e se ne è andato. Tornata a bordo, mio figlio 4 anni che aveva assistito alla scena, non sapendo come esprimere la rabbia mi ha detto: disegnamo uno squalo con tutti i denti insanguinati? Ho fatto la mamma zen ma il pensiero maestro è stato T'AVVITO PE' TÈRA NEI PRESSI DER PORTO E TE FACCIO TROVÀ LAVORO COME BITTA.

emma   agosto 31. 2012 00:33

Emma, non sarà stata là stessa barca, dai... Smile

Roberto Minoia   agosto 31. 2012 08:23

Certo che no, ma le similitudini con il tuo racconto, ci hanno colpito. Stessi piedi, stessa bandiera...il mio però era un benetau... Da questa esperienza è nato un termine: ancoraggio alla monegasco.
Simpatico sito.

emma   agosto 31. 2012 10:11

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