Quale barca per il giro del mondo?

22 dicembre 2009 - autore

In giro per il mondo a vela

Come qualcuno di voi ben sa, dopo la vendita di Lady Blues ora sono impegnato alla ricerca della nuova barca.

Sul mercato dell’usato in questo periodo si trovano molte buone occasioni, l’importante è avere le idee ben chiare su quello che si vuole.

Già, ma qual è la barca ideale per me? Già qualche mese fa vi avevo fatto capire che ho le idee molto confuse in merito, ricordate?

Inizialmente mi ero orientato verso una barca da crociera oceanica (pensate un po’!) perché pensavo: già che ci sono, perché non prendere una barca con la quale un giorno potrei fare anche il giro del mondo?

Dopo qualche giorno di affannosa ricerca di Najad e Hallberg Rassy (peraltro ho scelto proprio le barche più costose!) sono rinsavito, ed allora ho steso una lista dei requisiti fondamentali che la mia barca dovrà possedere. Ve la presento qui di seguito. In testa i requisiti più importanti

  1. Facilità di conduzione in equipaggio ridotto (al limite in solitario)
  2. Tenuta del mare in condizioni meteomarine impegnative
  3. Buone prestazioni anche con venti leggeri
  4. Comodità tipiche di una barca di progettazione recente (buoni spazi interni, pozzetto vivibile, tendalini vari, doccia in pozzetto, serbatoi d’acqua e gasolio capienti, ecc.)

Il requisito numero 3, dettato dal fatto che, realisticamente parlando, non partirò per il giro del mondo per i prossimi 10 anni,  a prima vista sembrerebbe fare a pugni con i primi due. Nel senso che di solito i classici Ocean Cruisers, che sono barche sicure e marine per definizione, tendono ad essere sottoinvelati perché progettati per venti sostenuti. Per questo motivo non hanno di solito buone prestazioni con venti deboli.

Poi un giorno mi sono chiesto “ma è proprio vero che un moderno fast cruiser non possa affrontare le lunghe navigazioni oceaniche mantenendo il necessario grado di comfort e sicurezza”?

Ed allora mi sono messo a cercare in Google, dove ho trovato storie interessanti di alcuni “vagabondi del mare” che sono in giro per il mondo con le barche più disparate.

Vi presento alcune delle informazioni che ho trovato:

  • La famiglia Copeland ha fatto il giro del mondo su un Beneteau First 38 del 1985 e ne decanta le qualità velocistiche e marine. Dice tra l’altro la moglie Liza: “Dopo molti viaggi, tra cui una circumnavigazione, si è dimostrata una perfetta combinazione di  marinità, sicurezza, prestazioni e divertimento ed allo stesso tempo una comoda casa quando eravamo all’ormeggio”. Una curiosità: il motore Perkins del first ha girato per quasi 11.000 ore senza mai avere un problema. E pensare che io tendo a scartare le barche con i motori che hanno 2000 ore… Scarica l’articolo in PDF (1.3 Mb)
  • Ivo Orlic ha girato il mondo con il suo Grand Soleil 46.3 del 2003
  • Dick e Leslie hanno fatto più di 50.000 miglia intorno al mondo con il loro J46 del 2002 (bella barca!)
  • Peter e Jeanne Pockel hanno navigato intorno al mondo per oltre 15 anni sul loro Jeanneau Sun Fizz (12 metri). Tra l’altro dicono “abbiamo affrontato condizioni davvero dure, uragani e cicloni. Nei tratti di traversata più lunghi arriviamo sempre prima di altri amici a bordo di barche più pesanti. Alcune persone che abbiamo conosciuto su quelle barche da crociera, classiche e pesanti, soffrivano questi tratti di mare molto più di noi. Non c’è mai stato un tratto di traversata in cui non abbiamo potuto cucinarci un pasto caldo o un caffè. Ed inoltre la nostra barca è stata molto più economica da acquistare rispetto a queste altre barche”
  • Anne Brevig e Martin Vennesland sono stati in giro per 9 anni su un Gib Sea 40, girando il mondo in lungo e in largo e totalizzando ben 56.000 miglia. Anche loro felicissimi di questa barca a dislocamento medio-leggero, hanno affrontato in totale sicurezza le condizioni più proibitive.
  • Pierre and Geneviève Déliac hanno navigato 4 anni con il loro 35 piedi di serie, costruito dal cantiere  Kiriè, lo stesso che produce il Feeling
  • E che dire allora di Alain Maignan, che ha fatto il giro del mondo in solitario a bordo del suo Jeanneau Sun Rise 34?
Aggiornamento: La barca che risponde alle caratteristiche sopra accennate alla fine l'ho scelta: è questo Dehler 41 CR.

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Comments

ma davvero ti sorprendi???? c'è chi Capo Horn lo ha fatto anche in wndsurf Smile)

davide   dicembre 22. 2009 22:39

No, Davide, non mi sorprendo di questo.
Però mi sorprendo del fatto che questi dicano di essere contenti di questa scelta e che addirittura la loro barca in condizioni estreme si comportasse meglio di altri ocean cruisers...

Roberto   dicembre 23. 2009 09:10

Roby una volta te lo scrissi e te lo dissi mi pare: il giro si fa anche in canotto, si arriva comunque. Resta solo da chiarire "come" è meglio farlo il giro, cioè "come" si arriva anche fisicamente parlando.

Aneddoto, recente fresco di ieri.
L'amico Luigi mi raccontava che nella loro risalita del Brasile hanno tardato la partenza di una settimana per problemi vari, e prima di passare Cabo Orange contro l'aliseo che aveva già cambiato direzione hanno bolinato per 3 giorni e mezzo di fila, contro 2 nodi di corrente e onde di 3 metri contro, randa ridotta trinchetta ed un pò di motore. E pur navigando su una barca di Sciarrelli sono arrivati DISTRUTTI.
Altri della loro compagnia l'hanno fatto su un "plasticone", mettendoci 10 giorni, arrivando dunque a loro volta, ma al di là della velocità assoluta (tempo impiegato insomma.. parliamo anche di barche diverse come lunghezza, al di là della "marinità" in sè..) Luigi mi ha riferito che all'arrivo gli equipaggi di quelle barche erano provati all'inverosimile, veramente DEMOLITI.
..per non parlare dei mezzi: idem. A Trinidad comunque tutte le barche erano "sfatte", avarie a tutt'andare.

Questo solo per dire che in condizioni dure lo scafo migliore per propria fattura qualitativa e virtù progettuali, non importa se arrivi "prima o dopo", ma comunque arriva "meglio", e con sè analogamente l'equipaggio.

davide   dicembre 23. 2009 09:52

Salve e buon vento a tutti Nando

Nando Petrone   dicembre 26. 2009 14:02

Grazie Nando. BV anche a te!

Roberto Minoia   dicembre 26. 2009 18:51

personalmente sono orientato ai ketch, progetti anni 70/80

cristiano   giugno 6. 2010 14:56

NESSUN DUBBIO: ALUBAT, BARCHE A VELA CON SCAFO IN ALLUMINIO, DERIVA RETRATTILE... FIDATI, ASCOLTA I CONSIGLI DI ERNESTO TROSS... e le sartie in ACCIAO AL CARBONIO ZINCATO... altro che acciaio inox.. 10 giorni fa ho perso la mia barca al largo di corfu.. a causa di un cedimento di una maledetta sartia in acciaio inox: non ti avverte, quando cede, cede e basta! cerca info su ERNESTO TROSS, il vero navigatore sicuro. Io sono suo amico, l'ho incontrato a Roma e ho visto personalmente l'ORSO GRIGIO. Ora lui naviga con il suo ORSO BIANCO, è brutto da vedersi, ma in caso di URAGANO, lui si chiude dentro e aspetta..

agostino   agosto 18. 2010 14:02

Ciao Agostino. Grazie per il commento.
Andrò sicuramente a cercare notizie in internet.
Ma toglimi una curiosità: quanti anni avevano le tue sartie?
Hanno ceduto improvvisamente durante uno sforzo particolare?
Dici che hai perso la barca.... Ma che è successo? Hai disalberato, ok, ma come l'hai persa la barca?

Roberto Minoia   agosto 18. 2010 18:08

Cercare troppo la barca ideale per viverci e girare il mondo; troppo spesso diventa solo il pretesto, o la scusa per non partire mai veramente.

pipposail   settembre 28. 2010 12:48

Caspita però l'orso bianco è davvero inguardabile, certo che la sicurezza non ha interesse per l'estetica ma io vorrei una barca sicura e magari anche carina... Smile

Luca   luglio 26. 2012 12:56

ciao a tutti dalla mia esperienza posso solo dire che avrei qualche dubbio ad affrontare ì oceano con barche della nuova generazione costruite in serie,che per essere cempettivi con i prezzi devono asottigliare tutto anche i materiali! Manca solidità nel tempo per non parlare degli impianti.Io posseggo un jeanneau 43 del 2002 e non mi ha mai dato un problema,o sono fortunato o il prodotto è buono,e se mi sarà possibile la testerò in oceano sicuramente,e vi saprò dire.

angelo barbieri   ottobre 26. 2012 12:20

Girare il mondo sulla rotta dei tropici, si fa con qualsiasi barca, a condizione di non tirarla al massimo e di controllarne in continuazione tutta l'attrezzatura che lavora: il sartiame il timone e la chiglia. Il resto e' solo questione di buonsenso. Io sono in giro da 16 anni su un vecchio Westerly Conway (36'), ma in Nuova Zelanda vedo arrivare ogni anno barche di ogni tipo: dal Bavaria, al Beneteau all'Hallberg Rassy, al Wauquiez o all'Amel. Qualche catamarano superleggero arriva con qualche rinforzo da rifare sulle traverse. Per il resto sembrano tutti piu o meno contenti, e meta' strada sembrano averla fatta tutti. In quanto ai mari delle alte latitudini, una barca veramente solida e armata come si deve si impone, se si prevedono traversate lunghe.
La barca ideale non esiste. Quello carente spesso e' l'equipaggio...

Lorenzo   dicembre 31. 2012 03:40

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