Regolazione delle vele

5 dicembre 2008 - autore

Avere delle vele perfettamente a segno significa non solo massimizzare la velocità della barca o la sua VMG, ma anche avere un miglior comfort in navigazione ed una maggior sicurezza con vento sostenuto.

L'obiettivo di questo articolo non è quello di fare un trattato di dinamica dei fluidi, né ha l'ambizione di insegnare l'arte della regolazione delle vele a chi fa regate, ma vuole semplicemente fornire alcune regole di base sperando che possano risultare utili a qualche diportista che voglia ottenere sempre il miglior rendimento dalla propria barca a vela in crociera.

 

Alcuni concetti di base

Una vela è un profilo alare e come tale obbedisce a tutte le leggi fisiche cui sono soggette anche le ali di un aeroplano.

Il rendimento di una vela è maggiore quando i filetti di aria scorrono su entrambe le sue superfici senza staccarsi da esse e senza creare turbolenze. In questo caso si dice che lo scorrimento dei filetti d'aria è laminare.

Quando si verifica questa condizione, l'aria scorre sulla superficie sottovento ad una velocità maggiore rispetto a quella sopravvento, e questa differenza di velocità crea una depressione sul lato sottovento (teorema di Bernoulli), che "tira" la vela stessa e con essa tutta l'imbarcazione facendola avanzare.

Per ottenere uno scorrimento laminare è necessario che l'angolo di incidenza del vento apparente sul bordo di attacco sia all'interno di un determinato range di valori. Se quest'angolo è minore di una certa soglia, la vela fileggia e non porta più, mentre per angoli di incidenza troppo elevati la vela va in stallo ed anche in questo caso la sua portanza cala rapidamente.

E' chiaro che questa situazione ottimale di scorrimento laminare dei filetti fluidi si potrà ottenere soltanto alle andature dalla bolina fino circa al traverso o poco oltre, mentre nelle andature portanti le vele saranno necessariamente stallate e la propulsione sarà dovuta in questo caso esclusivamente alla pressione dell'aria sul lato sopravvento.

Tell tails sul genoa

Uno strumento molto semplice ed alquanto efficace per monitorare il flusso dell'aria sulla vela è costituito dai tell tails, o mostravento.

Sono dei semplicissimi filetti di lana o altro materiale simile, incollati sulle due superfici della vela di prua a 25-30 centimetri dallo strallo e distanziati fra di loro di 3-4 metri sulla verticale.

E' importante non collocarli troppo vicini allo strallo perché in prossimità di quest'ultimo si vengono a creare delle piccole turbolenze che deviano i filetti d'aria.

Proprio per questo motivo, i mostravento sulla randa vengono applicati sulla balumina e non invece vicino all'inferitura, dove il profilo del boma provoca inevitabilmente importanti turbolenze.

La regolazione della vela di prua sarà dunque ottimale quando i tell tails (sia quelli sopravvento, sia quelli sottovento) si disporranno orizzontalmente.

Tell tails sulla randa

Se quelli sottovento tendono ad alzarsi verso l'alto, significa che la vela è in stallo e quindi dovrà essere lascata, oppure bisognerà orzare per diminuire l'angolo di incidenza della vela sul bordo d'attacco.

Viceversa, quando sono i filetti sopravvento a "sventolare", si dovrà cazzare la vela, oppure poggiare.

Uno degli errori più comuni commessi dai crocieristi neofiti consiste nel tenere le vele troppo cazzate nelle andature di bolina.

Per ottenere una buona regolazione anche in assenza di filetti mostravento, bisogna lascare la vela fino a che non fileggi, quindi cazzarla lentamente fino a che cessa il fileggiamento, ma non troppo oltre.

Un altro concetto molto importante da tener presente nella regolazione delle vele è il seguente:

una vela "grassa" (cioè panciuta, molto concava), sviluppa una portanza maggiore di una vela "magra", cioè piatta. Quindi sviluppa più potenza anche se a spese di una certa maggior resistenza al vento e di una minor capacità di stringere il vento.

Dare grasso ad una vela equivale ad abbassare gli ipersostentatori (flaps) sulle ali di un aereo, quando necessita di maggior portanza durante le fasi di decollo e di atterraggio.

Per ingrassare o smagrire una vela bisogna dunque agire sulle manovre (fisse o correnti), in modo tale da cambiarne la forma.

Per quanto riguarda la randa, bisognerà agire sul tesabase, vang e drizza, cazzandoli per smagrire (appiattire) la vela, lascandoli per ingrassarla.

Per il genoa bisogna invece utilizzare la drizza e variare il punto di scotta avanzando il carrello o spostandolo verso poppa.

 

La regolazione della vela di strallo

Sulle vele di strallo (genoa, fiocco, ecc.), possiamo modificare il punto di scotta facendolo avanzare o indietreggiare mediante il carrello.

Avanzando il punto di scotta la balumina della vela si tende, mentre ritraendolo si tende la base ed invece la balumina si svergola in alto, diminuendo l'angolo di incidenza rispetto al vento in prossimità della penna (parte alta della vela).

In generale, il punto di scotta dovrebbe essere portato verso poppa nelle andature strette e avanzato man mano che l'andatura si allarga fino ad arrivare alle andature portanti. 

Ma quando siamo di bolina, come facciamo a sapere se il carrello è regolato correttamente?

Sarà sufficiente come al solito dare uno sguardo ai tell tails: supponendo che quelli alla base della vela siano perfettamente orizzontali, se quelli in alto vicino alla penna mostrano che la vela è in stallo (quelli sottovento si alzano in verticale) dovremo allentare la tensione sulla balumina per aprire leggermente la vela nella sua parte alta, quindi il carrello dovrà essere portato indietro.

Se invece la parte alta della vela fileggia, bisognerà agire inversamente, portando il punto di scotta più in avanti.

Ogni volta che si cambierà l'andatura bisognerà ricontrollare i filetti di lana lungo tutta l'altezza della vela ed eventualmente regolare di nuovo il punto di scotta, in modo da avere i filetti perfettamente orizzontali lungo tutto lo sviluppo verticale della vela.

Ricapitolando:

  • Regolare la scotta del genoa fino a che i filetti di lana nella parte inferiore si dispongono orizzontali e quindi osservare quelli in alto:
  • Se quelli sottovento sono verticali ==> vela in stallo, bisogna aprirla di più, quindi portare indietro il punto di scotta.
  • Se invece la vela in alto fileggia ==> bisogna chiuderla aumentando la trazione sulla balumina, quindi avanzare il punto di scotta

La regolazione della randa

Anche nel caso della randa dobbiamo cercare una regolazione che faccia disporre i mostravento perfettamente orizzontali sul bordo di uscita dell'aria (balumina)

In questo caso bisognerà agire sulla scotta, vang ed eventualmente anche sull'amantiglio per tendere la balumina (cazzando) oppure svergolarla (lascando), diminuendo in questo modo l'angolo di incidenza in alto.

Specialmente con venti molto deboli, capiterà di dover aprire la randa in alto, perché la velocità del vento reale in testa d'albero può essere notevolmente maggiore rispetto a quello alla base della randa. 

Per questo motivo, il vento apparente in alto avrà una direzione diversa: sarà un po' più al traverso. E quindi la vela in alto dovrà essere un po' più aperta. (Capito perché? Provate a sommare i due vettori che rappresentano la velocità del vento reale e la velocità della barca... otterrete il vettore che rappresenta velocità e direzione del vento apparente, che è quello che conta per la regolazione delle vele)

Il vento apparente

Bene, per aprire la vela in alto, se siamo di bolina strettissima (quindi con la scotta cazzata a ferro) non possiamo far altro che... sollevare leggermente il boma mettendo in forza l'amantiglio.

Quindi:

  1. lascare leggermente la scotta
  2. cazzare l'amantiglio fino a sollevare un po' il boma (quanto basta)
  3. cazzare nuovamente la scotta randa

Se invece la scotta non è cazzata a ferro (siamo di bolina larga), normalmente la vela è già un po' svergolata in alto. In questo caso si agisce sul vang, cazzandolo per chiudere la vela in alto, lascandolo per aprirla.

Nella seconda parte di questo articolo vedremo come regolare le vele in funzione dell'intensità del vento

I disegni utilizzati in questo post sono stati gentilmente concessi da Giovanna Caprini di Benacosail.it, una scuola di vela di Verona che vi può anche assistere per il conseguimento della patente nautica


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Comments

ho letto solo ora il tuo interessante articolo sulla regolazione delle vele, ho solo una domanda da farti:si regola prima il genoa o la randa.
grazie Carlo

donky   agosto 18. 2013 06:50

E' abbastanza indifferente, secondo me. Io solitamente mi regolo guardando i tell tales del genoa, poi regolo la randa che, quando si arma un fiocco a grande ricopertura tipo il genoa, deve essere sempre un po' più cazzata del normale in quanto il flusso viene deviato dal genoa

Roberto Minoia   agosto 18. 2013 17:44

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