Una barca per girare il mondo: Island Packet Estero

13 marzo 2012 - autore

IP Estero

Non verrà forse notata per l’eleganza delle sue linee, perché come tutte le imbarcazioni del cantiere americano, anche questo “piccolo” Island Packet può apparire un po’ pesante alla vista, e forse anche un po’ goffo.

Ma questa non è nata per essere una barca di cui fare sfoggio nelle serate estive dei marina della Costa Azzurra o della Sardegna. Si tratta davvero di una barca seria, fatta per navigare seriamente, possibilmente intorno al mondo.

IP-Estero-Piano All’esterno si notano alcune soluzioni originali, come il fiocco autovirante bomato, perfetto per le andature con venti portanti, tipiche delle lunghe navigazioni in oceano, murato su un grande bompresso in vetroresina (anzi, più che di un bompresso si tratta di una delfiniera), che ospita anche il verricello del salpa ancora.

Alcune altre scelte progettuali sono forse un po’ fuori moda, ma sempre finalizzate ad offrire il massimo confort nelle lunghe navigazioni. Una per tutte la chiglia lunga a basso pescaggio, sulla falsariga delle barche a vela degli anni 60. l’IP Estero pesca infatti solo 1,20 metri, e per garantire un eccezionale momento raddrizzante, ha un rapporto zavorra/dislocamento che arriva al 40%.

Se il vostro problema sono le manovre in porto farete bene ad azionare l’elica di prua (standard). Ma se il vostro obiettivo è quello di solcare le onde dell’oceano che vi arrivano in poppa, allora con questa soluzione sarete sicuri che la barca procederà sempre dritta come sui binari, senza troppi problemi.

Questa impressione mi è stata confermata anche dall’amico Massimo Orlandini, che è uno che di barche se ne intende davvero. Mi raccontò di averne portata una dalla Sicilia alla Toscana durante una forte burrasca da scirocco. Sorridendo mi disse che mentre le onde entravano in pozzetto, al pilota automatico bastava fare piccole correzioni per mantenere la barca in rotta.

IP-Estero-LayoutEntrando all’interno si ha la vera sorpresa: niente infatti è disposto come uno si aspetterebbe. E le novità sono molto interessanti. Praticamente si ha l’impressione di trovarsi in un open space. La dinette non è al centro barca, ma all’estrema prua, dove ci si aspetterebbe di trovare una cabina a V. Niente porte, quindi, e questo dà l’impressione di trovarsi su una barca davvero più grande di un 37 piedi.

IP-Estero-Prua Certo, la dinette a V è completamente trasformabile in un comodo letto matrimoniale, ma le due cabine principali sono quelle situate a poppa. Quella sul lato di dritta è situata in un locale dove si trova anche il tavolo da carteggio, e l’accesso avviene tramite una grande porta a soffietto che, quando lasciata aperta, contribuisce a dare ariosità e sensazione di spazio.

I mobili sono in mogano africano e la qualità dei legni e della lavorazione è davvero eccelsa: difficile trovare livelli analoghi su barche di questo tipo. Nel video che ho girato al Salone di Genova, date un’occhiata alle valvole dell’acqua situate all’interno dell’armadio a poppa e vi renderete conto della cura quasi maniacale con cui questa barca è costruita.

Se avete bisogno di ulteriori informazioni su questa barca, potete rivolgervi direttamente a Massimo Orlandini, che mi ha autorizzato a pubblicare la sua email: massimo@catalina.it

Massimo è una persona fidata. Parola del sottoscritto! Wink

 


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Comments

Concordo sull'apprezzamento sia della barca che dell'ottimo Massimo Orlandini.

Dino   marzo 13. 2012 13:20

Caspita che spot! È un blog di informazioni pubblicitarie? Pensavo di no, che delusione...

MM   marzo 19. 2012 16:42

Ma infatti non lo è.
Non vendo barche, né svolgo alcuna attività attinente. Solo mi limito a riportare notizie che ritengo interessanti. In passato ho parlato di PC per la barca, di regolatori di carica, di software per la navigazione... e sempre tutto con lo spirito di diffondere informazioni interessanti. Ho scritto anche una recensione per il nuovo Dehler 41... ma se la vedi da questo punto di vista... allora è tutta pubblicità Wink

Roberto Minoia   marzo 19. 2012 17:13

Ma quale pubblicità, eppure leggendo in giro non dovrebbe essere difficile capire con che spirito Roberto scrive il suo seguitissimo blog.. Tantissima passione, tanta voglia di suggerire soluzioni "pratiche" anziché fare della teoria.. tanta voglia di condividere tutto ciò che sta intorno al mondo barca, vela e mare..
PS: io e Roberto non ci conosciamo.. prima che qualcuno possa parlare male 8 )

paolo   maggio 9. 2012 20:07

Grazie Paolo, fa piacere sentire queste cose Smile
Come forse sai, la mia inclinazione a fare "pubblicità" mi ha portato proprio in questi giorni a mettermi nei casini perché ho scritto cose "scomode".
Sono un po' demoralizzato in questi giorni, perché ho capito il motivo per cui nessuna rivista parla mai male di prodotti e di aziende.
Ciao

Roberto Minoia   maggio 9. 2012 21:30

Ho appena riletto il post, ed ho pensato che l'amico sopra che non si firma nemmeno potesse riferirsi al fatto che ho citato Massimo Orlandini.
Ebbene, se così fosse, ribadisco che Massimo è una delle persone più competenti in materia di barche a vela che io abbia mai conosciuto, e lo dico senza problemi.
Trovare persone oggi che lavorio bene, con competenza e lo facciano anche con passione e non soltanto per denaro, secondo me è raro e pertanto questi casi rari devono essere segnalati e tenuti in considerazione. Ed ora sì che ho fatto pubblicità. tutta meritata! Wink

Roberto Minoia   maggio 9. 2012 21:48

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