Come ancorare con vento forte

1 luglio 2011 - autore

Ancore appennellate

Effettuare un buon ancoraggio è il prerequisito fondamentale per evitare brutte sorprese e non trovarsi nei guai (anche seri) in caso di rinforzo del vento.

Ai nostri giorni è davvero difficile farsi cogliere impreparati da un peggioramento delle condizioni meteo, in quanto i bollettini meteo a 24-36 ore sono molto precisi, quindi la cosa migliore è cercare prontamente un porto o una rada riparata dal mare e preparare un ancoraggio a regola d’arte.

Io di solito utilizzo due ancore afforcate, come già avevo spiegato in un articolo precedente, ma mi sono reso conto che la maggior parte di voi preferisce appennellare.

Girovagando in internet nelle notti scorse, mi sono imbattuto in alcune letture interessanti che sconsigliano vivamente di appennellare due ancore, affermando che la tenuta globale della linea di ancoraggio non solo non migliora rispetto all’utilizzo di una sola ancora, ma in alcuni casi è addirittura peggiore.

Uno di questi articoli è stato scritto da Peter Smith, un neozelandese che di ancore se ne intende, visto che è l’inventore dell’ancora Rocna, che sembra essere una delle migliori tra le ancore dell’ultima generazione.

L’articolo è scritto molto bene e vi consiglio la lettura. Per chi non mastica molto bene l’inglese, riassumerò i punti chiave:

 

Poche ancore sono predisposte per appennellare

Il foro che si trova sul diamante di moltissime ancore, tipo la Delta, la Bruce, CQR, Spade, Brake ecc. NON è adatto per il collegamento di una seconda ancora. Infatti è posizionato disassato rispetto alla trazione esercitata dalla seconda ancora e questo causerebbe una risultante di forze che tenderebbe a far spedare l’ancora principale. Tali fori sul diamante dell’ancora sono infatti progettati per l’attacco di un grippiale. Rimarrebbe solo la possibilità di attaccare la catena della seconda ancora alla fine della catena, in prossimità del fusto dell’ancora principale. Ma anche questa soluzione parrebbe infelice, in quanto la catena della seconda ancora potrebbe interferire con l’ancora principale, impedendole di far testa nel fondo.

 

Anche afforcare due ancore presenta dei problemi

Nel senso che è vero che riduce (e di molto) il brandeggio, ma è anche vero che le due ancore non sopportano mai contemporaneamente lo sforzo, ma solo alternativamente. Inoltre questa tecnica di ancoraggio fallisce per ovvii motivi in caso di rotazione del vento. E’ quindi da utilizzarsi solo se siete ragionevolmente sicuri che la direzione del vento non cambierà.

 

Attaccare dei pesi alla catena per aumentare la catenaria ha scarso effetto

Si sente spesso dire che attaccando un grosso peso sul calumo abbia un effetto ammortizzante e soprattutto contribuisca notevolmente a mantenere la trazione sull’ancora il più orizzontale possibile. Questo è vero ma solo in condizioni di vento che non destano normalmente preoccupazioni per una linea d’ancoraggio ben dimensionata. Quando e se il vento aumenta a intensità preoccupanti, allora la catenaria viene annullata dalla forte trazione.

 

La soluzione migliore è aumentare il rapporto calumo/fondo

Alla fine sembra che la cosa fondamentale da fare quando il vento soffia forte è di dare tanta cima e/o catena, fino ad arrivare ad un rapporto tra lunghezza del calumo e profondità di almeno 8:1 Sembra infatti che passare da 5:1 a 8:1 abbia l’effetto di raddoppiare quasi la tenuta dell’ancora.

 

Per diminuire sensibilmente i picchi di forza esercitata sulla linea d’ancoraggio bisogna utilizzare un calumo misto di catena e nylon.

Uno studio molto approfondito in questo senso è stato condotto da Alain Fraysse, il quale afferma che a conti fatti, la cosa migliore è quella di utilizzare 80% di catena e 20% di cavo in nylon. Alain ha testato tutte le possibili combinazioni e cioè: tutta catena, tutto nylon, molta catena e poco nylon e poca catena con molto nylon. I risultati sono stati molto interessanti, e ve li riassumo qui di seguito:

55 m catena

Una linea composta soltanto da catena sarà senza ombra di dubbio robusta e resistente alle abrasioni. Ciò che manca ad una soluzione di questo tipo è l’elesticità, che serve ad ammortizzare gli strattoni durante le raffiche.

In effetti (cliccate sull’immagine per ingrandirla) nel primo grafico in alto si nota chiaramente che i picchi di forza sono repentini (ripidità della curva), di breve durata ma molto violenti. Nel caso dell’esempio arrivano a sviluppare una forza di circa  1.600 kg.

 

 

55 m nylon

 

In una situazione opposta, cioè utilizzando una linea composta soltanto da cavo di nylon, come potete vedere l’elasticità è massima e questo rende la curva di forza(quella rossa in alto) molto più fluida, non soggetta a picchi di tensione repentini.

Ma soprattutto i picchi di massima forza si riducono praticamente alla metà rispetto alla soluzione “tutta catena”, arrivando a circa 800 kg.

La parte negativa si nota invece nei grafici sotto: quello verde mostra a quale velocità la barca indietreggia e avanza rispetto alla posizione iniziale e di quanti metri (linea blu).

E’ chiaro che l’elasticità maggiore si paga con una maggior mobilità della barca e quindi praticamente in una maggior scomodità per le persone a bordo. La barca si muove come se fosse attaccata ad una molla.

Anche la massima angolazione del calumo rispetto al fondo (linea gialla) aumenta rispetto alla soluzione tutta catena, ma in verità aumenta di molto poco nel punto di trazione massima. Si nota invece che la soluzione “tutta cima” non arriva mai ad esercitare un tiro perfettamente orizzontale. Ma questo è facilmente intuibile.

45 m catena e 10 m nylon In questa immagine vediamo invece una soluzione composta da 45 metri di catena e solo 10 metri di cavo in nylon.

E’ la tipica configurazione dell’ancoraggio con tutta catena, quando per evitare che la tensione si riversi direttamente sul salpancora, utilizziamo un cavo di nylon appunto di una decina di metri attaccandolo con un grillo alla catena e dandogli quindi volta alle gallocce.

Alla fine questa si rivela essere la soluzione migliore, in quanto bastano quei 10 metri di nylon per ammortizzare i picchi di forza (come potete vedere si mantengono ancora ben sotto ai 1000 kg), ma la lunghezza della catena con la sua rigidità consentono di limitare il movimento della barca avanti e indietro e di conseguenza il suo brandeggio.

Voi che ne pensate?


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Comments

What you referenced in your blog covers a lot on the subject of anchoring. My personal experience (a bad one) is that even if the aspect ratio and the anchor type and size is right two other factors are very important.
The first, "sailing at anchor", swinging side to side brings the boat broad side to the wind and increases the pull on the anchor up to 10x. There are a number of methods to limit this effect and it's important for sailors to experiment/practice to get the best out of them.
The second, sudden wind change by more than 90 degrees; in this case is important to have an anchor that can reset quickly and safely.

Demetrio   luglio 1. 2011 20:13

Demetrio I 100% agree with you. As I wrote in a previous post, I usually set 2 anchors in a Y shape and I found that this limits very much swinging or, as you say, sailing at anchor, having the positive effect to reduce the pull on the anchor. This is my experience.
Anyway let me say WOW! This Blog is getting international! Smile

Roberto Minoia   luglio 1. 2011 21:07

Articolo interessantissimo Roberto! Wink
Aggiungo un mio parere "da bar" visto che, nonostante la nostra passione per le rade, finora non abbiamo mai affrontato venti pericolosi all'ancora.
Comunque, personalmente, ho sempre avuto qualche dubbio per la soluzione classica dell'appennellare un'ancora secondaria dietro", fissandola con un pezzo di catena al foro posteriore della principale... da buon trainista, la situazione mi ricordava troppo da vicino quella di un affondatore idrodinamico, il mitico STIM che da solo, senza carico sull'esca, agisce come una Delta e affonda nell'acqua proprio come l'ancora a vomere affonda nella sabbia. In caso di abboccata (peso del pesce posteriore, messo dietro) l'attrezzo si sbilancia, abbassa la coda, alza la "prua" e sale in superficie, perdendo la tendenza ad affondare.
Ecco, ho sempre immaginato lo stesso rischio per l'ancora principale: se la prima avesse leggermente arato, il carico sarebbe passato sulla seconda, tendendo la catena tra le due e a quel punto la posteriore avrebbe potuto sbilanciare la principale con la sua trazione applicata dietro, proprio come il pesce fa con lo stim, facendola non più arare ma proprio spedare!
Leggere le note di Peter Smith mi consola tanto parecchio assai!!! Laughing Non ci ero andato troppo lontano con le mie paure....
Qualche dubbio, anche se più che altro sulla praticità dell'insieme e impossibilità di salpare rapidamente in extremis, l'ho avuto anche per le ancore afforcate.
Per questo, ho sempre tenuto pronta un'ancora secondaria, DIVERSA dalla principale, da fissare qualche metro "prima", sulla catena, con derivazione con specifico grillo da inserire sulla linea principale.
Vedremo quando capiterà di averne bisogno.... Wink

Capitan Simon   luglio 2. 2011 00:45

Aggiungo che dopo aver letto tutto l'articolo di Peter Smith, sorgono dubbi anche su una second aancora fissata "prima" della principale, visto che questa, in caso arasse, preparerebbe un fondo di sabbia smossa, cattivo tenitore, alla principale.... :-/
Gran bel post Roberto, sempre più interessante e per nulla scontato, mi hai dato tantisssssimo da riflettere. Wink

Capitan Simon   luglio 2. 2011 01:33

Caro Roberto,
ho due commenti.
1 - appennellare sul diamante e' un modo sconsigliabile di aumentare l'efficacia dell'ancoraggio, come dici tu. Nel caso, sembra che il modo giusto sia appennellare sulla catena, con uno spezzone di catena e la seconda ancora
2 - quando sento parlare di rapporti rispetto al fondo, metto mano alla pistola.... tu dici 8:1... quindi ancorare su due metri di fondo con 16 mt di catena fuori ti lascerebbe sereno? a me no. Invece se potessi dare 160 metri su 20 di fondo, beh, vorrei vedere chi mi tira via.
Insomma il rapporto rispetto al fondo e' una condizione geometrica che trascura l'effetto catenaria, importantissimo, ed esprime solo l'angolo massimo tollerabile di un tiro perfettamente steso. Ma se hai steso del tutto la catena, il fuso si e' sollevato e sei gia' nei guai!!!
Ho poi letto recentemente su ADV una furba considerazione: occorre considerare oltre al fondo anche l'altezza del musone sull'acqua. Nel mio caso e' piu' di un metro... e su fondali bassi incide!
ciao

Francesco   luglio 2. 2011 06:40

Ciao Roberto
complimenti per i tuoi articoli ed il tuo blog. Vedo che sei, come me, un convinto dell'ormeggio con ancore afforcate. La mia trentennale esperienza di ancoraggi ti conferma che ritengo sicuramente, in presenza di vento con una certa provenienza, che l'afforco è la soluzione migliore sopratutto se fatto con un angolo di oltre 90°
Negli ultimi anni pero' sto ancorando con una sola Bruce da 20 Kg.(vela di 14 mt.) anche su fondali di 4/5 mt con il massimo della catena(50 mt.) ed un cavo tessile di 5/10 mt. ,secondo l'intensità del vento, fissato con un parlato. Con fondo maggiore si allunga, ovviamente, il cavo. FUNZIONA.
Ciao e a presto.

ADELIO   luglio 2. 2011 16:57

@Francesco, come dici tu giustamente, va considerata anche l'altezza del musone dell'ancora sul livello del mare, che spesso arriva anche al metro e mezzo.
Quindi i 2 metri di fondo (ma tu ancori mai su 2 metri?) diventerebbero 3.5 e quindi 28 metri di calumo.
Io comunque quando tira vento forte non ancoro mai sotto i 5 metri di fondo...

@Adelio, io sono da sempre un sostenitore dell'afforco, poi ognuno è ovvio che parla sempre in base alla propria esperienza, ma comunque in quel modo ho tenuto 2 giorni e 2 notti con vento medio a 40 kn e raffiche oltre 50 brandeggiando poco e quindi con pochi strattoni sulle ancore.
Relativamente alla difficoltà di salpare, credo che sia più complicato salpare due ancore appennellate... e comunque in caso di difficoltà legherei un parabordo alla cime della seconda e tornerei a prenderla in un secondo momento. Wink

Roberto Minoia   luglio 3. 2011 19:53

Altro motivo per cui io preferisco sempre usare due linee differenti è che.... una delle due potrebbe rompersi!
In fin dei conti basta un grillo difettoso, no?
Forse sono molto pessimista, però come si dice? La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo! Wink

Roberto Minoia   luglio 4. 2011 13:04

@Francesco: Guarda cos'ho trovato:

The rode’s catenary effect on holding power is determined by the amount of chain and/or rope suspended between the boat and the seabed, so the need for a high ratio decreases with increasing depth. 3:1 should remain the minimum. In very shallow water you need more than normal. Then again, if your boat is in shallow water, it is probably well sheltered. There are many variables and common sense should dictate.

Roberto Minoia   luglio 6. 2011 17:55

Roberto,
ottimo post, come sempre.
C'è molto materiale su cui riflettere, indubbiamente non credo che possa esistere una soluzione per tutto, ma soluzioni diverse per diverse situazioni.
Preferisco anche io l'appennela principalmente per due motivi, nell'afforco ci sono grandi difficoltà nel caso in cui ci sia da salpare velocemente e due linee di ancoraggio sono meglio di una.
In tanti anni di rada non mi è mai successo di avere oltre 35kt e dover duplicare l'ancoraggio, sarò fortunato; sicuramente i dieci metri di tessile sono una manna per la linea di ancoraggio, per la barca e per l'equipaggio, perchè l'elasticità è il segreto per non rompere ed i grafici che hai messo ne sono la prova scientifica.

Se mi ritroverò a dover scegliere... beh prima mi collego al tuo blog e poi decido Laughing

MaxT   luglio 7. 2011 17:44

@Max, grazie per i complimenti.
Ovviamente in questo campo di certezze non ne esistono.
Riguardo alla difficoltà di salpare due ancore afforcate... beh, in caso di fuga repentina la secondaria la puoi facilmente ed immediatamente mollare attaccando un parabordo alla cima e tornando a recuperare l'ancora e tutto il resto quando il tempo migliora.
Invece non sono del tutto sicuro che sia così facile salpare due ancore appennellate.
Se hai 5 metri di catena attaccati al diamante della prima come fai a far tutto in fretta e senza pericolo (anche di ferirsi) con la secondaria che penzola in acqua?
Boh...

Roberto Minoia   luglio 7. 2011 17:55

Per quanto riguarda la fortuna o sfortuna... io purtroppo mi prendo quasi tutti gli anni delle belle sventolate. Fatta eccezione per l'anno scorso e il 2003 (estate mitica dal punto di vista metereologico), da quando vado in Corsica mi è sempre capitato di dover ricorrere alla seconda ancora.
L'estate peggiore (credo nel 2008) siamo stati bloccati nel sudest della Corsica per 2 giorni e 2 notti col vento che non scendeva MAI sotto i 40 nodi e con le raffiche che arrivavano a 55. La prima notte ricordo che ero in pozzetto a controllare con il GPS che non arassi e appena è sorto il sole ho visto 2 barche a vela finite a scogli, coricate su un fianco.
Giuro che mi è venuto un groppo alla gola nel vederle...
Anche in quel caso le nostre 2 ancore afforcate hanno retto (ma che fifa!).
In quel caso il problema maggiore è stato quello che la cima attaccata alle gallocce si usurava molto rapidamente e dovevo tirarla di qualche decina di cm ogni 3-4 ore per evitare che si rompesse.

Roberto Minoia   luglio 7. 2011 18:03

Roberto,
chiedo scusa, ieri forse ero ancora con i fumi della febbre... sul mio commento devi invertire appennelate con afforcate... infatti parlo di grandi difficoltà nel caso in cui ci sia da salpare velocemente e due linee di ancoraggio sono meglio di una.

Scusami, ma .... diciamo che ti ho dato l'occasione ulteriore per approfondire altri aspetti Smile
Max oggi finalmente sfebbrato... pronto per andare in barca !

MaxT   luglio 8. 2011 14:21

Laughing

Roberto Minoia   luglio 8. 2011 14:22

Ciao roberto,

avevo gia detto la mia in merito qualche tempo fa e capisco perchè tra l'appennellare e l'afforcare tu sia decisamente più propenso alla seconda soluzione.
In realtà quella disposizione di ancore illustrata nella figura non è l'appennellata come molti credono ma in realtà sono due ancore AMMANIGLIATE ovvero connesse tra di loro mediante uno spezzone più o meno lungo di catena.
Quando il vento rinforza è intuibile che se il calumo va molto in tiro l'ancora più vicina alla barca si solleverà e/o comunque tenderà a spedare anche la primaria rendendo inefficace il sistema.
L'APPENNELLATA vera consiste invece nel dare DUE calumi in linea, uno davanti all'altro portando la seconda ancora con un canottino dopo aver dato fondo alla prima e facendo un nodo di bozza sul primo calumo a poca distanza dal musone di prua, oppure addirittura facendo partire il secondo calumo da prua ma indipendentemente dal secondo.
La seconda ancora ( quella appennellata ) dovrà pertanto cadere almeno una ventina di metri davanti alla primaria in modo che sotto raffica ed onda tutte e due le ancore riescono a sostenere il peso dell'unita in modo simmetrico ed anche in caso di salti di vento !
In questo modo se fatto bene, con ancoraggio misto ( catena piu cima) e calumi adeguati puoi resistere anche a venti da tempesta tropicale .
La cosa fondamentale ovviamente è che resistano i bittoni di ormeggio perchè non e inusuale che si possano strappare !
Moitessier il sistema descrive molto bene nel libro : " mari lontani isole e lagune " che consiglio a tutti come un vero manuale per chi va per mare .

Aloha e mahalo

Walter

walter peri   luglio 20. 2011 16:39

Grazie Walter. Sempre preziose le tue precisazioni.
Però non ho capito una cosa: da quanto dici tu l'appennellata è come un afforco, solo che invece di piazzare le due ancore con un certo angolo rispetto alla barca, si calano "in linea", una dietro l'altra. Corretto?
Ma in questo caso i due calumi non si danno fastidio a vicenda? Non si rischia che, specie con un salto di vento (anche piccolo) la catena dell'ancora più lontana faccia spedare l'ancora più vicina?
BV

Roberto Minoia   luglio 20. 2011 16:53

Ciao roberto,

ti direi di no... se le due linee di ormeggio sono abbastanza distanziate l'una dall'altra. Come ti dico dovrebbero esserci almeno una ventina di metri tra l'una e l'altra e quindi anche i calumi man mano che si allontanano dalla barca si distanziano progressivamente.... Certo è che se il fondale fa schifo e devi ( magari di notte ) salpare tutto l'ambardan è un bel cinema; a quel punto almeno una la filerei per occhio e salperei una sola andando a cercare un ridosso migliore o scappando se ho tanta acqua davanti che forse è la cosa più sicura.

W.

walter peri   luglio 20. 2011 17:04

OK ma allora se le ancore sono ad una ventina di metri l'una dall'altra in caso di cambio direzione del vento (bastano anche 20-30 gradi) il calumo di quella più lontana va in bando e quindi la forza viene applicata soltanto sull'ancora più vicina...
Stesso problema dell'afforco. Mi sfugge qualcosa.

Roberto Minoia   luglio 20. 2011 17:27

Perchè ? Se sono sullo stesso asse anche se il vento cambiasse direzione rimangono comunque allineate mentre nell'afforco tu tiri sempre prima su una e poi sull'altra col risultato di farle lavorare in diagonale e non in linea col calumo come dovrebbe essere ! ( se guardi i disegni del Grandissimo B.M. ti convinci ) .

ciao,
walter

walter peri   luglio 20. 2011 18:41

Allora non ho capito. Se sono una dietro l'altra, quando il vento cambia direzione vengono a trovarsi come nell'afforco. Solo che avendo il calumo di lunghezza diversa, di sicuro lavora sempre e solo una.
Adesso ordino il libro e vado a vedere Wink

Roberto Minoia   luglio 20. 2011 18:55

Ritengo che un elemento sia fondamentale per un ancoraggio sicuro .
Una ancora è più che sufficiente se l'ancora è originale e per originale intendo che sia calibrata dal produttore. La calibrazione distribuisce gli sforzi tra fuso e marra e
permette all'ancora di esercitare la sua penetrazione sul fondo o la distribuzione delle forze sulla roccia. Quante ancore finte ho visto sui musoni a prua !!! La differenza di prezzo tra una ancora originale calibrata ed una che ha la stessa forma ma è solo un pezzo di "ferro" è almeno 5 a 1. Non usate asolutamente girelle
ma unite abbondante catena all'ancora con un buon grillo controllabile prima di dare fondo. Quanti metri di catena ??? portate con voi almeno 80 metri .Meglio affondare un po di prua per il peso che mangiarsi le unghie. Ultimo consiglio :quando date fondo, anche per un bagno, fatelo come se di li a cinque minuti arriverà un forza 10.

Alessandro Grignani   agosto 30. 2011 18:35

Argomento molto interessante!
Vorrei approfondire il problema del calumo con cima e catena:
1 - che tipo di cima
2 - che tipo di nodo con la catena
3 - meglio redacia e grillo
4 - come salpare quando arriva la catena sul musone di prua
Buon anno e buon vento!

gianni   gennaio 5. 2012 14:13

Io sono per l'ancora singola con tantissima catena, porto un ancora delta un tantino sovradimensionata e 120 mt di catena, la seconda ancora è quella originale con 20 metri di catena e 50 di cima, sinceramente non mi è mai capitato di usarla, la prima con tantissima catena è sempre servita alla bisogna, ma con venti cosi' forte la guardia è d'obbligo, sempre pronto ad intervenire o a fuggire.
Mauri

Maurizio   novembre 27. 2012 01:31

@Mauri, con 120 m di catena ci credo che stai tranquillo!! Smile
Se fosse dell'8, avresti circa 170 kg di peso, però. Che non sono proprio pochi...
E comunque il fatto di afforcare secondo me aumenta la sicurezza perché raddoppia la linea d'ancoraggio che, non dimentichiamolo, può sempre essere soggetta a rotture (grillo, falsa maglia, ecc.)
Inoltre per dare 100 m di calumo devi anche essere in un luogo che te lo consente. Nelle rade affollate in estate è pressoché impossibile.
Ciao

Roberto Minoia   novembre 27. 2012 10:55

volevo solo aggiungere, per chi usa anche il tessile, che esistono molle d'ormeggio di gomma da fissare in modo 'volante' alla cima (anche piu' molle "in serie"Wink in questo modo, anche usando poca cima, si ottiene un effetto smorzante sugli strattoni molto elevato...e infondo il grosso problema è questo. E' vero che una bella catena lunga ammortizza gia' di suo gli strattoni..ma non cosi' tanto visto che tutti si preoccupano proprio degli strattonii..quindi a parita' di strattone..meglio una molla..che lavora anche col calumo in tensione..che una catena il cui effetto e' sempre relativo al vento e al mare che si trova.

non ho fatto calcoli geometrici, ma ad occhio mi sembra che su bassi fondali, un lungo calumo di sola catena alla fine non deve sollevarsi molto dal fondo per andare in tensione (anche perche' il peso in acqua diminuisce) ..quindi l'effetto smorzante del suo peso potrebbe essere inferiore..mentre il tessile o la molla lavorano subito, appena la trazione inizia a sollevare la catena.

personalmente imbarcherei molta catena solo per poter afforcare..allora in quel caso vado ad agire sul brandeggio che alla fine e' la fonte degli strattoni. (C'e' da dire pero' che per ridurre il brandeggio mi sembra buona anche la veletta messa a poppa sullo strallo.sarei curioso di sapere .. Roberto ..se hai mai avuto modo di provarla..in alternativa all'afforco..in qualcuna delle tue rade "toste".)

onestamente resto sempre perplesso quando leggo di calumi con decine o centinaia di metri di catena, perche' non credo aumenti tanto la sicurezza quanto piu' che altro la praticita', l'assenza di giunzioni, e la poca manutenzione rispetto al tessile..anche perche' parlando solo di sicurezza ricordo che il tessile in caso di incaglio puo' essere tagliato in 2 secondi..la catena ..soprattutto da 10..la vedo dura..e se si hanno 100 metri..diventa difficile pure filarla tutta in sicurezza per salpare.

Ovviamente c'e' poi il problema del peso a prua gia' citato. nella mia barchetta di 8 metri da 2.3 ton. 20 metri di catena da 8 a prua rompevano parecchio..addirittura il cantiere sembrava stupito alando la barca dell' "enorme" peso che avevo a prua..li ho ridotti a 12 metri + tessile e gia' va meglio.

insomma..si e' ormai capito che sono un fan del tessile ..sebbene quest'estate aggiungero' pure io qualche metro in piu' di catena....mi sembra una pratica comune aumentare ogni anno la catena per sentirsi piu' sicuri Smile ..anche se comunque nelle poche sventolate che ho preso mi sono sempre sentito al sicuro vedendo la cima allungarsi e sapendo che cosi' l'ancora non riceveva strattoni.

ovviamente...salpare il calumo di tessile a mano senza fatica ...anche a motore spento..non ha prezzo Smile ..ma immagino sia bello anche salpare molti mt di catena premendo un pulsante in pozzetto..quindi alla fine ogni metodo sembra il migliore per il suo utilizzatore Smile

buone rade a tutti

marco   gennaio 23. 2013 14:43

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