La Solbian è un’azienda di Torino che realizza pannelli fotovoltaici flessibili ad alto rendimento. Si tratta dei pannelli solari che vengono anche installati sulle barche di Soldini, che credo sia uno dei soci dell’azienda (SOL-BIAN).
Recentemente ho contattato la Solbian chiedendo informazioni sul loro prodotto, ed ho anche acquistato un kit con pannello da 100W per provarlo (leggete più avanti i risultati del test) ed infine li ho convinti ad offrire i kit ai lettori del blog ad un prezzo vantaggioso.
Composizione del kit:
In alcuni articoli precedenti ho già trattato il tema molto sentito della ricarica delle batterie servizi per mezzo di pannelli fotovoltaici, o di alternatori collegati al motore.
Un’ulteriore opportunità da non trascurare è quella di installare un alternatore azionato dall’energia eolica: in altre parole un generatore eolico.
Di generatori eolici per uso nautico ce ne sono moltissimi in commercio, a prezzi più o meno variabili tra gli 800 e i 1500 euro, con enormi differenze tra di loro, ovviamente.
In questo post cercherò di evidenziare quali sono le caratteristiche tecniche che devono essere valutate prima di un eventuale acquisto. More...
La totalità degli apparecchi VHF per uso nautico destinati a montaggio fisso oggi commercializzati è equipaggiata di DSC (Digital Selective Call) ovvero della capacità di chiamare stazioni sia nave che a terra in modo selettivo.
Il DSC serve anche a gestire chiamate di soccorso in modo molto più sicuro che in chiamata vocale (per intendersi, sul canale 16).
Forse non tutti sanno, però, che l’utilizzo anche in chiamata vocale di una radio VHF DSC comporta il possesso di un certificato SRC (Short Range Certificate) oppure LRC (Long Range Certificate) che viene rilasciato dal Ministero per lo sviluppo economico (ex Ministero delle Telecomunicazioni) dopo il superamento di un esame. More...
Pensate a quante cose si possono fare con un Computer a bordo della barca: con un adeguato software di navigazione (OpenCPN è gratuito) si potrebbe interfacciare a tutta la strumentazione di bordo: GPS, radar, AIS, Vento, Log e perfino ai dati di controllo del motore (numero di giri, temperatura acqua e olio, ecc.)
Non solo: un PC con caratteristiche multimediali può essere collegato alla TV e all’impianto stereo e servire quindi da riproduttore di video, DVD, musica, foto, ecc.
In effetti credo che oggi tutti abbiamo un bel PC portatile, tuttavia il problema di questi dispositivi è che a batteria hanno una scarsa autonomia (in media 2-3 ore di utilizzo continuativo) e per ricaricarsi devono essere collegati alla linea a 220V.
Questo significa che se non siamo allacciati in banchina, dovremo disporre di un inverter a bordo. Se poi aggiungiamo il fatto che inverter e trasformatori non sono efficientissimi dal punto di vista energetico e che questi PC portatili non sono proprio parchi nei consumi (40-60W mediamente), il risultato è che non appena l’alimentatore viene attaccato alla presa di corrente, dalle batterie servizi vengono prelevati molti ampere (nel caso del mio net PC sono circa 5), che rendono problematico l’utilizzo continuativo a bordo.
Ma esiste un PC che risolve tutti questi problemi? More...
Sono certamente utili i tavoli da carteggio che si aprono nel modo che vedete nella foto (praticamente sono tutti così
. Tuttavia dopo qualche mese si riempiono di una miriade di oggettini vari e quando bisogna cercare qualcosa è sempre un problema.
Purtroppo il piano del tavolo non consente una perfetta illuminazione dell’interno, e spesso mi sono trovato obbligato ad utilizzare una torcia per poter vedere meglio.
Il problema su Aonami è stato risolto con questa ingegnosa lampada a LED.
Funziona con 6 batterie mini stilo (AAA) e si accende automaticamente quando si apre il tavolo da carteggio, spegnendosi poi sempre automaticamente cinque secondi dopo la sua chiusura. Non ha nessun interruttore, nessun cavo elettrico e proprio queste caratteristiche la rendono molto interessante, oltre al suo bassissimo consumo (e quindi lunghissima durata delle batterie).
Si tratta della lampada Dioder, dell’IKEA. Costa 14.99 euro
Detto fatto: subito dopo aver lanciato il sondaggio nel post precedente per verificare il livello di interesse dei lettori nei confronti delle fonti di illuminazione a basso consumo energetico, ho effettuato un ordine di alcune lampade LED per fare una prova pratica in barca.
Premetto che avevo già acquistato e provato un paio di altre lampadine LED qualche settimana fa, quindi queste ultime sono state messe a confronto con le prime e a loro volta con le alogene da 10W preesistenti. More...
Chi mi conosce lo sa già, e del resto si capisce anche solo leggendo quello che scrivo su questo blog: a me piace l’idea di andare in barca a vela senza inquinare, nel pieno rispetto dell’ambiente.
Il mio sogno è quello di diventare autosufficiente dal punto di vista energetico, e questo è un obiettivo che in un microambiente come quello della barca a vela non è poi così difficile da realizzare, con le tecnologie attuali.
In un post precedente, avevo preso in considerazione i consumi elettrici delle utenze di bordo, indicando il frigorifero come il maggiore consumatore, il responsabile della scarica repentina delle batterie servizi.
Ma se vogliamo concederci anche in rada il piacere di bere un bel bicchierino di prosecco fresco, al frigo non possiamo certo rinunciare. Se no che vacanza sarebbe?
Tra gli accorgimenti che possiamo mettere in pratica senza sforzi e senza rinunciare alle piccole comodità, c’è la possibilità di sostituire l’illuminazione a bordo con delle lampadine a LED dell’ultima generazione. More...
Questa settimana ho approfittato del tempo pessimo per fare una serie di lavoretti su Aonami.
Dopo aver notato che la parte in ghisa della chiglia cominciava a presentare evidenti segni di corrosione galvanica, ho deciso di installare un isolatore galvanico. Questo semplice dispositivo elettronico è relativamente economico (un centinaio di euro), si installa in 15 minuti ed elimina una delle cause della corrosione galvanica, che può essere potenzialmente pericolosa in barca. More...
Una cosa a cui bisogna prestare molta attenzione quando si progetta o si eseguono delle modifiche ad un impianto elettrico a bassa tensione (come quello a 12 Volt della nostra barca) è il calcolo corretto del diametro dei cavi elettrici.
Un cablaggio effettuato con cavi troppo sottili, infatti, provocherà una caduta di tensione anche importante ai capi del dispositivo utilizzatore (sia esso una semplice lampadina, uno strumento elettronico o altro) che potrà causare dei malfunzionamenti, dei pericolosi surriscaldamenti o, nel migliore dei casi, un consumo eccessivo di energia.
Come fare, dunque, per calcolare la corretta sezione dei cavi? More...
Il giorno di Natale, dopo pranzo, sono stato da mio cognato Roberto, detto Caligola
Sulla tavola ancora apparecchiata c’era un limone tagliato a metà, ed allora ho mostrato alla mia nipotina che con un limone e due pezzi di metallo si poteva costruire una pila elettrica.
Ve lo ricordate l’esperimento che si faceva alle scuole medie, vero? Si prende un limone, ci si infilano dentro due barrette di metalli diversi e si nota (misurando con un tester) che ai capi di questi due elettrodi di metallo si viene a creare una tensione elettrica, proprio come in una batteria.
Non è questo il luogo dove spiegare il motivo per cui questo avviene, basti sapere che come effetto collaterale di questa produzione di corrente, uno dei due pezzi di metallo inseriti nel limone (detti elettrodi) a poco a poco si consuma. Praticamente si scioglie dentro l’elettrolita, trasformandosi in un sale. L’altro elettrodo invece non subisce evidenti trasformazioni e rimane intatto. More...
Negli articoli precedentemente pubblicati sull’argomento della ricarica delle batterie di bordo, ho puntato l’attenzione sui metodi per così dire ecologici, che sfruttano le energie rinnovabili (principalmente il sole).
Ora vorrei soffermarmi invece sul metodo in un certo senso più tradizionale, basato sul classico alternatore collegato al motore.
In effetti questa potrebbe essere una valida alternativa all’installazione di un generatore di corrente, che se da un lato avrebbe l’enorme vantaggio di risparmiare il motore principale, non è una scelta sempre praticabile per motivi di costi e di spazio. More...
Nota: puoi leggere altri articoli e recensioni sui pannelli fotovoltaici flessibili per nautica e camper cliccando qui
Non appena ho potuto mettere le mani su questa vera novità in fatto di fotovoltaico, ho subito pensato a voi.
Ed ecco qui in anteprima il nuovo pannello solare prodotto dalla Enecom Italia, un’azienda di Torino, con sede anche a Verona. (cliccate sulle foto per ingrandirle)
Di pannelli fotovoltaici flessibili e calpestabili ce n’erano già molti in commercio, ma la novità di questo consiste nel fatto che è realizzato in silicio cristallino, e pertanto ha un rendimento quasi doppio rispetto ai “soliti” pannelli flessibili, che sono realizzati in silicio amorfo (vedi l’altro articolo del blog). Questo pannello in effetti vanta un’efficienza del 16%, che è fra le più alte oggi disponibili.More...
Dopo aver scelto accuratamente il tipo di pannello fotovoltaico che fa al caso nostro, dobbiamo finalmente procedere con la sua installazione a bordo.
Ma come fare? E soprattutto, dove installarlo? Quando, un paio d’anni fa, mi sono trovato nella condizione di dover decidere, non vi nego di essermi un po’ arenato e di avere pensato per qualche tempo alla sistemazione ideale, prima di prendere una decisione.
Sono partito con l’idea di far costruire ed installare il classico rollbar in tubo di acciaio inox a poppa. Ma non ero molto convinto: a parte la spesa (se te lo fai fare ed installare ti costa una piccola fortuna, e comunque ben di più del costo del pannello), quello che mi lasciava perplesso era l’effetto estetico finale. More...
La barca a vela è il mezzo di trasporto ecologico per definizione.
Andare a vela, secondo me, non è solo un hobby o uno sport, ma è anche e soprattutto uno stile di vita, una filosofia. Io personalmente sono da sempre affascinato dall’idea del raggiungimento dell’autonomia energetica in barca.
Ho sempre mal sopportato, durante le soste per qualche giorno in rada, di dover accendere quotidianamente per un’ora o due il motore al solo scopo di ricaricare le batterie di bordo. E non è solo per un problema di usura del motore, vi assicuro!
Un paio d’anni fa ho quindi deciso di dotarmi di un pannello fotovoltaico da 85 watt per vedere se riuscivo a diradare le ricariche con l’alternatore del motore.
Ebbene, devo dire con molta soddisfazione che l’installazione di quel singolo pannello solare mi garantisce in media quei 35-40 Ah al giorno che sono sufficienti nel mio caso a far fronte ai consumi.
In definitiva, con tempo soleggiato sono rimasto fino ad una settimana in rada senza accendere il motore.
Ma andiamo per gradi. More...
Nell’articolo precedente abbiamo visto come calcolare il fabbisogno giornaliero di energia elettrica.
La stessa quantità di corrente che viene consumata dagli apparecchi elettrici in funzione a bordo dovrà in qualche modo essere fornita alle batterie per evitare che queste si scarichino completamente.
Per ricaricare una batteria al piombo ed elettrolita da 12 Volt, dobbiamo applicare ai suoi poli una tensione compresa circa tra 14.4V e 14.7V. Questo assicura una ricarica completa (cioè vicina al 100% della capacità nominale della batteria) in tempi abbastanza rapidi.
Quando la batteria è completamente carica, bisognerà portare la tensione applicata a 13.8 Volt, per evitare danni da surriscaldamento alla batteria stessa. La tensione di 13.8 Volt non aumenta ulteriormente la carica della batteria, ma si limita semplicemente ad evitare che questa possa perdere parte dell’energia accumulata anche se non sottoposta a nessun carico. Le batterie al piombo sono infatti soggette ad un fenomeno detto autoscarica, che ne causa un lento, ma progressivo scaricamento. More...
Grazie alle email che qualcuno di voi ogni tanto mi invia, dandomi suggerimenti sugli argomenti da trattare, ho deciso di iniziare a scrivere una serie di articoli dedicati al tema dell’elettricità a bordo. In questo primo articolo vedremo alcuni concetti di base, che serviranno per calcolare il consumo quotidiano di elettricità, in modo tale da determinare l’autonomia del parco batterie installato a bordo.
Di una qualsiasi corrente elettrica si possono misurare tensione e intensità.
La tensione si misura in Volts (abbreviata in V) e per questo motivo a volte viene detta voltaggio (personalmente lo trovo un termine bruttissimo).
L’intensità di corrente, invece, si misura in Ampere ( A ) ed anche questa in maniera impropria viene talvolta denominata amperaggio. More...